Un ciclone in arrivo e un impeto davvero incontrollato sul fronte strategico e internazionale così Donald Trump a poche settimane dall’insediamento alla Casa Bianca mette voce sull’assetto geopolitico. Per lui a quanto pare contano solo gli Stati Uniti d’America. Tutti gli altri, alleati o meno, farebbero bene ad attrezzarsi. Una conferenza stampa fiume tenuta dal Tycoon a Mar-a-Lago ha trattato vari temi e acceso i riflettori su vari fronti dall’Europa al Canada, dal Messico alla Cina, fino al Medioriente e all’Ucraina, Trump ne ha per tutti. Il prossimo presidente Usa ha ribadito apertamente di mirare ad appropriarsi sia del Canale di Panama che della Groenlandia. E alla domanda specifica di un cronista ha detto di non escludere di usare in futuro la forza economica o militare per raggiungere tali obiettivi. Per evitare di arrivare ad uno scontro sulla Groenlandia ha lasciato intendere poi la Danimarca potrebbe scendere a patti autonomamente. Anche perché se così non sarà è pronto a porre dazi contro il paese nordeuropeo. Quanto a Panama, per Trump l’intera storia del Canale è assurda. Gli Usa secondo il nuovo inquilino della Casa Bianca hanno speso soldi e sono morti di malaria per poi svenderlo. Sempre guardando a sud, Trump ha criticato pure il Messico e ha proposto di cambiare il nome del Golfo in Golfo d’America. Infine non ha risparmiato neanche il vicino Canada e all’indomani dell’annuncio di dimissioni di Justin Trudeau ha sentenziato: “Adoro i canadesi ma perché dobbiamo proteggerli? Non ci serve nulla di quello che producono e siamo in un deficit colossale.” Per chiudere sui fronti bollenti si è detto irremovibile su Gaza e Medio Oriente: o ci sarà un cessate il fuoco e gli ostaggi torneranno a casa o scatenerò l’inferno. Poca clemenza anche nei confronti del fronte ucraino: la guerra secondo Trump potrebbe degenerare fino a diventare molto peggio di quanto non sia adesso. In chiusura il Presidente eletto ha poi bacchettato l’amministrazione Biden di aver insistito troppo sull’ingresso di Kiev nella Nato e la Russia non ha accettato di aver un membro Nato alle porte di casa.



