Grazia “preventiva” di Biden all’immunologo Fauci e ad altri big: l’irritazione di Trump

martedì, 21 Gennaio 2025
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Pochi minuti prima di decadere Joe Biden ha firmato una grazia preventiva, che forse non ha precedenti, nei confronti dell’immunologo Anthony Fauci, diventato noto durante la gestione della pandemia negli Usa; dei membri della Commissione d’inchiesta sulla rivolta di Capitol Hill del 6 gennaio 2021; di alcuni agenti di polizia che hanno testimoniato davanti alla stessa commissione; dell’ex deputata repubblicana Liz Cheney. Nella lista pure l’ex generale Mark Milley, riguardo al quale Trump aveva detto che meritava “la pena di morte” per i suoi presunti contatti irregolari con la Cina. Il provvedimento ha scatenato al malcelata irritazione di Donald Trump.

«La nostra nazione si affida ogni giorno a pubblici ufficiali dedicati e altruisti, sono la linfa della nostra democrazia – ha commentato Biden – ma in modo allarmante, i pubblici ufficiali sono oggetto di minacce e intimidazioni per aver svolto in modo fedele il proprio dovere». Il riferimento al rischio di azioni penali nei loro confronti da parte di Donald Trump e della nuova amministrazione è piuttosto chiaro. «In alcuni casi alcuni sono stati minacciati di incriminazioni penali – ha aggiunge il presidente uscente, riferendosi alle persone a cui ha concesso la grazia – questi servitori pubblici hanno servito la nostra nazione con onore e distinzione e non si meritano di essere destinatari di ingiustificate e politicamente motivate persecuzioni giudiziarie». Ma Biden ha precisato che «le misure di grazia non devono essere erroneamente intese come un riconoscimento di comportamenti sbagliati né essere intese come un’ammissione di colpa. La nostra nazione deve a questi servitori dello Stato un debito di gratitudine per il loro impegno senza sosta per il nostro Paese».

Nella sua lunga dichiarazione, per quanto riguarda l’ex direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases (Niaid), Biden ha inoltre dichiarato che «gli Stati Uniti sono più sicuri e sani grazie a lui, ricordando che «ha salvato numerose vite gestendo la risposta del governo di fronte all’Hiv/Aids, Ebola e Zika” e infine «aiutando il Paese ad affrontare la pandemia del Covid».

L’immunologo 85enne, premiato dal presidente Mattarella nel 2021, è stato sentito nei mesi scorsi dal Congresso finendo sotto accusa per la gestione della pandemia. Da tempo una parte dei repubblicani ha reclamato azioni penali nei suoi confronti. Fauci si è detto grato per la grazia ricevuta dal Presidente Joe Biden, dopo aver ricevuto la notizia solo poche ore prima dal suo avvocato. «È una bella sensazione e sono grato al Presidente per averlo fatto».

Come detto Trump non l’ha presa bene. Nel suo discorso di insediamento è stato piuttosto netto sull’argomento, dando voce alle rimostranze dei no vax: «Questa settimana reintegrerò i dipendenti che sono stati ingiustamente espulsi dalle nostre forze armate per essersi opposti all’obbligo del vaccino contro il Covid, con la piena retribuzione arretrata».

E questo sembra che sia soltanto l’inizio del repulisti. Ha già licenziato via social, attraverso il suo Social Truth, quattro alti funzionari governativi nominati dal suo predecessore Biden. «Oltre mille altri rischiano il licenziamento imminente», ha poi avvertito nel suo primo post su Truth Social dal suo insediamento.

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