Il ciclone Trump si è abbattuto sugli Stati Uniti e sul mondo intero. Nel discorso di inaugurazione della sua presidenza ha esposto il futuro programma e poi con i primi ordini esecutivi il neo presidente Usa ha cominciato a mettere concretamente in pratica l’azione di governo. Ebbene, se Donald Trump riuscisse a realizzare soltanto il 50% del suo programma di governo, la conseguenza sarebbe un tale sconvolgimento dell’ordine mondiale, da far ritenere che stia per aprirsi una nuova era nei rapporti internazionali. Probabilmente il neo presidente Usa non riuscirà a realizzare granché del suo rivoluzionario programma, perché il Deep State americano – che controlla in modo capillare tutti i centri nevralgici del potere statunitense – cercherà di impedirglielo a tutti i costi. Anche con la violenza. Ma, in politica, si sa, c’è l’effetto “annuncio”. Perciò non importa se i politici fanno le cose che dicono, l’importante è che lo dichiarino. E le dichiarazioni di Trump stanno provocando un vero e proprio terremoto. Tanto che nei media in questi giorni si parla solo di questo. La minaccia di imporre dazi commerciali del 100% ai paesi aderenti al Brics sui loro prodotti ha provocato vivaci commenti nei media internazionali. Questa presa di posizione, però, è in contraddizione con l’altro punto programmatico di Trump, cioè quello di far cessare tutte le guerre nelle quali gli Usa si sono impegnati fino ad ora. Nel mondo così altamente interconnesso in cui viviamo, una guerra di tariffe e dazi doganali scatenata da una superpotenza come gli Stati Uniti a livello globale, sfocerebbe molto rapidamente in un conflitto dalle conseguenze imprevedibili. In particolare la Cina ha avviato da qualche tempo il più massiccio riarmo militare, che il mondo ricordi, dai tempi della seconda guerra mondiale. E se le merci cinesi restassero ferme a marcire nei magazzini e nei container, a muoversi sarebbe senza ombra di dubbio l’Esercito Popolare di Liberazione cinese! Ma, l’ordine esecutivo di Trump più dirompente è il seguente: gli Usa sospenderanno per novanta giorni qualunque finanziamento a paesi esteri, che non sia nell’interesse nazionale statunitense. In parole povere per i tre mesi prossimi venturi all’Ucraina non arriverà più neanche un centesimo di dollaro americano. Per il governo di Kiev sarà la fine, perché ormai anche i finanziamenti dell’Unione Europea arrivano con il contagocce e la catastrofe incombe. L’esercito russo sta per conquistare l’ultima roccaforte del Donbass ancora in mano all’esercito ucraino: Pokrovsk. Di fronte alla prospettiva di una vittoria russa, Francia e Gran Bretagna stanno promuovendo un improbabile riarmo. La Gran Bretagna ha proposto anche di schierare un contingente militare britannico in Ucraina, a rischio di far esplodere la terza guerra mondiale. Insomma, questo è l’effetto Trump: allacciatevi le cinture di sicurezza e soprattutto restate calmi.



