Almasri, Piantedosi sulla scarcerazione: “Espulso da me perché pericoloso”, ma è scontro politico | Video

giovedì, 23 Gennaio 2025
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La scarcerazione di Najem Osema Almasri, cittadino libico accusato di crimini contro l’umanità e crimini di guerra, ha scatenato un acceso dibattito politico in Italia. Almasri, arrestato inizialmente in base a un mandato della Corte Penale Internazionale, è stato successivamente scarcerato dalla Corte d’Appello di Roma, che ha dichiarato l’arresto irrituale. Tuttavia, il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha ordinato immediatamente l’espulsione del soggetto per la sua pericolosità, spiegando che il rimpatrio a Tripoli era necessario per garantire la sicurezza nazionale.

Le decisioni del governo hanno diviso il panorama politico, con la maggioranza a difendere l’operato dell’esecutivo e le opposizioni a parlare di un’umiliazione per il Paese.

Piantedosi sulla scarcerazione di Almasri: “Espulso da me perché pericoloso”

Il Ministro dell’Interno Matteo  Piantedosi ha spiegato durante il question time in Senato le ragioni che hanno portato all’espulsione di Najem Osema Almasri: “Il cittadino libico è stato espulso da me per urgenti ragioni di sicurezza, vista la pericolosità del soggetto. L’espulsione è avvenuta immediatamente dopo la scarcerazione per evitare ulteriori rischi per il nostro Paese.”

Piantedosi ha anche chiarito che, al momento dell’arresto, erano stati informati tutti gli organi competenti, inclusa la Procura Generale presso la Corte d’Appello di Roma e il Ministero della Giustizia. Tuttavia, la Corte d’Appello ha poi stabilito che l’arresto non rispettava i criteri previsti dalla legge, disponendo così il rilascio di Almasri. Nelle ore successive, Piantedosi ha disposto il rimpatrio immediato a Tripoli, sottolineando che la sicurezza nazionale restava la priorità.

La reazione della maggioranza a difesa del Governo

Giovanni Donzelli, di Fratelli d’Italia, ha ribadito il sostegno al governo, respingendo le accuse di inadempienze procedurali: “Non mi permetterei mai di criticare il Ministro dell’Interno. Sa perfettamente cosa dire e cosa fare, e sono d’accordo con lui. Nessun governo ha combattuto il traffico di esseri umani come quello Meloni”.

Anche Nicola Procaccini ha difeso la gestione dell’esecutivo, affermando che detenere illegittimamente Almasri avrebbe potuto provocare un grave incidente diplomatico: “Non si tratta di un dibattito da centro sociale, ma di rapporti istituzionali delicati che vanno rispettati per evitare scontri pericolosi.”

Le critiche delle opposizioni: “Vergogna di Stato”

Le opposizioni non hanno risparmiato critiche, già espresse nel corso della conferenza stampa convocata ieri d’urgenza alla camera. Angelo Bonelli, leader dei Verdi, ha definito durante un sit in davanti Palazzo Chigi  il caso una “vergogna di Stato” e ha chiesto le dimissioni del Ministro della Giustizia Carlo Nordio: “Il governo ha consentito a un criminale accusato di crimini contro l’umanità di viaggiare su un aereo di Stato. Giorgia Meloni doveva combattere i trafficanti di esseri umani in tutto il globo, ma invece li accompagna a casa,” ha dichiarato Bonelli. Anche Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana al fianco di Bonelli nella stessa occasione, ha attaccato duramente il governo, sottolineando che la vicenda non si può ridurre a un semplice errore procedurale: “Non se la caveranno con la storiella del cavillo. La scarcerazione e il rimpatrio dimostrano la complicità di questo governo con un sistema che si regge su accordi infami con la Libia.”

Le opposizioni hanno inoltre chiesto spiegazioni sul mancato invio, nei tempi utili, della documentazione richiesta dalla Procura Generale, accusando il governo di aver favorito indirettamente la scarcerazione di un individuo accusato di gravissimi crimini. La risposta del ministro Piantedosi è sembrata debole e sembra che attorno a questo caso la bufera politica sia solo all’inizio.

Il video con il servizio sul caso Almasri

 

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