Intelligenza artificiale cinese batte Usa. Musk nel caos

martedì, 28 Gennaio 2025
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Tutti noi poveri ingenui pensiamo che la guerra per il predominio sul pianeta terra si stia combattendo in Ucraina. O forse che si combatterà a Taiwan o in Medio Oriente? Niente di più sbagliato. La guerra si combatte sul fronte dell’intelligenza artificiale, che è un campo di battaglia all’apparenza più virtuale che fisico. Ma con ricadute inimmaginabili.

La brutta o bella notizia – a seconda dei punti di vista – è che questa guerra la stanno vincendo i cinesi. La settimana scorsa infatti Trump ha lanciato negli Usa il progetto “Stargate” da 500 miliardi di dollari. Il progetto è finalizzato allo sviluppo di avanzate infrastrutture di intelligenza artificiale, con l’obiettivo di rafforzare la posizione degli Stati Uniti come leader nel settore dell’intelligenza artificiale, creare centinaia di migliaia di posti di lavoro e benefici economici su scala globale. Tutto sembrava perfetto. Ma, subito dopo, la Cina Popolare ha lanciato la sua piattaforma di intelligenza artificiale “DeepSeek R1” ed è stato un bagno di sangue. La piattaforma cinese costa il 3% di quella americana, cioè il 97% in meno e sembra che sia anche molto più efficiente, in quanto consuma meno. Chissà, forse gli investitori di Wall Street, convinti che la ricerca del profitto sia il criterio guida per scegliere l’innovazione migliore, si ricrederanno. Se gli Usa sono tecnologicamente arretrati rispetto alla Cina Popolare non sarà perché le scuole e le università cinesi sono migliori di quelle statunitensi? Ma ormai è fatta. Il mercato azionario é stato ampiamente colpito lunedì da forti perdite nei titoli A.I. e tecnologici, che hanno guidato il ribasso, con Nvda che ha chiuso in ribasso di almeno il 17%. La debolezza dei titoli è stata causata proprio dai dubbi relativi al predominio nel campo dell’intelligenza artificiale. Specificamente, sono stati colpiti dall’ondata di perdite i marchi dei data center (Vrt, Etn, su Fp), i fornitori di energia per l’infrastruttura dell’intelligenza artificiale (Ceg, Vst, Oklo, Nlr), tutti coloro che hanno investito molto in modelli di intelligenza artificiale e data center (Meta, Amzn, Googl) e i marchi dei chip statunitensi. Le perdite si aggirano intorno al trilione di dollari, ma le cifre sono in costante aggiornamento. Qualcuno arriva a ipotizzare che questo possa diventare l’evento del “cigno nero”, che faccia crollare di colpo i mercati finanziari globali. In ogni caso questo evento provocherà ingenti perdite alle aziende statunitensi. Il successo di DeepSeek costringerà aziende come OpenAI e altri giganti tecnologici americani ad abbassare i prezzi dei loro prodotti per essere competitive. La rete neurale cinese poi mette fortemente in discussione l’enorme investimento pari a 65 miliardi di dollari di aziende come Meta e Microsoft Corp.. Se i titoli di società come Nvidia Corp. e Asml Holding Nv hanno subito perdite, quelli legati a DeepSeek, come Itlytek Co. sono aumentate. Ed è solo l’inizio.

 

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