Chat FdI, la politica spiata dal buco della serratura

venerdì, 7 Febbraio 2025
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La foga del giornalismo politico vicino alla sinistra produce fenomeni grotteschi. Di fronte all’ultimo caso non sappiamo se ridere o piangere. Un giornalista del “Fatto”, Giacomo Salvini, è riuscito a visionare i messaggi contenuti in una chat riservata dei vertici di Fratelli d’Italia. E, pensate un po’, ci ha fatto un libro. Roba da non crederci.

In realtà nella chat non c’è nulla di politicamente clamoroso o eclatante, ma solo pesanti giudizi riservati a Matteo Salvini e alla Lega. Roba imbarazzante non tanto da un punto di vista politico quanto personale.  Il leader del Carroccio è definito dai dirigenti di FdI «un ministro bimbominkia», «un cialtrone», «ridicolo», «disadattato», «poveretto», «incapace», «un Renzi di destra», un politico che fa «accordi sottobanco con Renzi» per il suocero Denis Verdini. Nel libro è citato anche un giudizio severo sul partito di Salvini espresso da Giorgia Meloni: «Secondo me il messaggio che va fatto passare, che è la verità, è che la Lega è un partito che non mantiene la parola data. Hai voglia a fare il partito di destra se non hai onore».

Che cosa potrà interessare agli italiani di tutto ciò? Proprio un bel nulla, anche perché questi giudizi si riferiscono agli anni, tra il 2018 e il 2021, in cui la Lega e FdI erano su fronti opposti, i primi al governo e i secondi all’opposizione. Ed è del tutto normale che all’epoca Fratelli d’Italia potesse riservare al Carroccio espressioni puntute.

Alla fine, di intrigante c’è solo il gusto dello sputtanamento, il piacere piccino piccino dell’imbarazzo altrui, la soddisfazione di creare difficoltà personali nel campo avversario. Ma non c’è nulla che possa richiamare il senso vero della sfida politica, cioè mettere in difficoltà la controparte, non con infimi mezzucci, bensì con solidi argomenti.

Si tratta al dunque di un sintomo grave, uno dei tanti purtroppo, della crisi della politica in generale e di quella della sinistra in particolare. È la rinuncia al confronto delle idee. È l’affermazione della politica furbetta del ghigno e del colpo basso.  

Questa degenerazione è anche il frutto del declino di certo giornalismo politico. E in particolare di quello più ostile alla destra. Basterà dire che alcuni contenuti del libro sono stati anticipati ieri nei talk show su La7, “Otto e mezzo” e “Piazzapulita”, tutti programmi ormai specializzati nel processo permanente al governo di centrodestra.

Ieri sera era tutto uno sghignazzare sull’ “imbarazzo” di Giorgia Meloni e di Fratelli d’Italia, tutto un ridere sull’ostilità sottopelle tra alleati di centrodestra.

Ma, a dispetto di quello che si aspettavano questi strateghi della comunicazione di sinistra, nessuna ostilità è scoppiata all’interno della maggioranza. Tant’è che la reazione di Salvini è stata pacata e sdrammatizzante. «Se qualcuno – ha detto il capo della Lega – spera di mettere in difficoltà la maggioranza pubblicando vecchie chat riservate, sbaglia. Certo, anche se non sono eccessivamente permaloso non fa piacere leggere certe cose. Però si tratta di battute scritte in un’altra era politica che – sono certo – non rispecchiano il pensiero attuale degli alleati. Giorgia saprà confermarlo».

Siamo certi che tutto questo polverone ridanciano si dissolverà tra breve. Quello che rimarrà sarà però la sensazione sgradevole di un giornalismo militante che spia la destra al governo dal buco della serratura. Oggi è accaduto con le chat, un anno fa accadde con il servizio di Fanpage sui saluti romani in una festa di giovani di FdI.

Alla fine, non c’è nulla di politicamente rilevante. C’è solo la difficoltà  di una sinistra che non sa più produrre idee e progetti realmente alternativi. E che ricorre a piccoli  espedienti per vincere la propria frustrazione. Che tristezza.

 

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