A Gaza la tregua sembra una lontana chimera, il periodo di cessate il fuoco infatti rischia di vacillare. Hamas prende subito la parola annunciando di interrompere a quanto pare il rilascio degli ostaggi e procrastinando a tempo indeterminato lo scambio previsto per sabato con Israele. Nonostante ciò secondo le ultime indiscrezioni sempre Hamas fa sapere precisando che la porta resta aperta per dare ai mediatori tempo sufficiente. Tra le ragioni di questo repentino dietro front sicuramente il recente piano attuato dall’inquilino della Casa Bianca Donald Trump di acquisire il controllo della Striscia di Gaza e trasferire i palestinesi in altri paesi limitrofi. La trovata alquanto bizzarra del presidente americano durante l’ultimo incontro con il premier israeliano di trasferire in maniera coatta popoli e genti dai territori martoriati, non è piaciuta ad Hamas che ora fa gioco forza e allenta le trattative di rilascio in corso. Ma vediamo cosa sta accadendo. Hamas in una nota diffusa nella serata di ieri spiega di aver sospeso lo scambio 5 giorni prima, in realtà per dare ai mediatori opportunità di fare pressione sull’occupante affinché adempia ai propri obblighi sostenendo che Israele abbia violato l’accordo, ritardando il ritorno degli sfollati di Gaza nel nord sparando ai palestinesi, ritardando l’ingresso di forniture medie e delle attrezzature per rimuovere le macerie. Dal canto suo il presidente americano tuona in una nota diffusa dalla Casa Bianca che: ”Sarà un vero inferno se Hamas non libera gli ostaggi entro sabato a mezzogiorno” definendo poi “terribile” la minaccia di Hamas di rinviare il prossimo rilascio. Per il presidente americano, Israele dovrebbe annullare l’accordo di cessate il fuoco con il movimento islamista palestinese se questo termine non viene rispettato.
Gaza, Hamas fa dietro front sul rilascio degli ostaggi. Ecco perché
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