Addio Francesco, il Papa venuto da lontano è morto: il Giubileo non si ferma

lunedì, 21 Aprile 2025
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Papa Francesco è morto, l’annuncio, a sorpresa, è del cardinale Farrell: «Alle 7,35 il Vescovo di Roma è tornato alla casa del Padre. Il Pontefice si trovava a Roma, a Casa Santa Marta, dove era stato trasferito dopo il ricovero al Gemelli. Ieri, nel giorno di Pasqua, aveva desiderato partecipare alle celebrazioni della messa e si era affacciato alla loggia di San Pietro per la benedizione Urbi et Orbi. Poi il giro in papamobile tra la folla per salutare i fedeli.

Le cause non sono state ufficialmente rese note, è probabile che il decesso del Santo Padre sia stato determinato da un’emorragia cerebrale. Le  celebrazioni del Giubileo porseguiranno regolarmente.

Jorge Mario Bergoglio, il primo Papa giunto dalle Americhe, aveva 88 anni. Già arcivescovo di Buenos Aires dal 1998, fu eletto Pontefice il 13 marzo 2013. Nato nella capitale argentina il 17 dicembre 1936, era figlio di emigranti piemontesi: suo padre Mario faceva il ragioniere, impiegato nelle ferrovie, mentre sua madre, Regina Sivori, era casalinga.

È stato un sacerdote molto amato nella sua diocesi, che ha girato in lungo e in largo, anche in metropolitana e in autobus. «La mia gente è povera e io sono uno di loro», ha detto una volta per spiegare la scelta di abitare in un appartamento e di prepararsi la cena da solo. Ai suoi preti ha sempre raccomandato misericordia, coraggio e ascolto. E quando ha parlato di giustizia sociale, ha evocato il valore del catechismo. Nonostante il carattere schivo è divenuto un punto di riferimento per le sue prese di posizione durante la crisi economica che ha sconvolto l’Argentina nel 2001.

Il 20 maggio 1992 Giovanni Paolo II lo nominò vescovo titolare di Auca e ausiliare di Buenos Aires e nel Concistoro del 21 febbraio 2001 lo fece cardinale.

Di formazione gesuita, Bergoglio è stato il primo a ispirarsi, significativamente, a Francesco d’Assisi nella scelta del nome, esprimendo da subito sensibilità verso i simboli di semplicità e di umiltà incarnati dal santo.

Il suo pontificato si è anche caratterizzato, dal punto di vista storico, per la presenza del suo predecessore, Papa Benedetto XVI, dimessosi il 28 febbraio 2013. Allo stesso modo è stato il secondo Pontefice a morire durante il Giubileo. Il precedente riguarda Innocenzo XII morto nel 1700 durante il sedicesimo Anno Santo al quale succedette un paio di mesi dopo Clemente XI.

I rapporti col Papa emerito sono stati improntati sempre al rispetto reciproco e alla condivisione di alcune importanti celebrazioni religiose. Inoltre, Bergoglio ha sempre riconosciuto a Ratzinger di aver condotto dal primo momento un’opera di pulizia all’interno del Vaticano contro la corruzione. Quand’era padre provinciale dei gesuiti argentini ha vissuto un complicato (per molti controverso) rapporto con la dittatura militare.

Si è distinto per la capacità di comunicare grazie alla conoscenza dei codici linguistici e culturali. Spesso ha abbandonato i testi scritti per parlare a braccio, ricorrendo all’apologo, alla metafora o all’aneddoto come ancoraggio con la vita quotidiana. Pur seguendo poco i media, è stato capace di dominarli con disinvoltura.

Memorabile il suo saluto ai fedeli che riempivano Piazza San Pietro subito dopo la sua elezione, il 13 marzo del 2013: «Fratelli e sorelle buonasera, voi sapete che il dovere del conclave era di dare un vescovo a Roma e sembra che i miei fratelli cardinali sono andati a prenderlo alla fine del mondo, ma siamo qui».

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