Massimo D’Alema a margine dell’evento ospitato presso la Sala Berlinguer, in occasione della presentazione del numero speciale della rivista Italianieuropei dedicato al tema del conflitto in Medio Oriente sì concede ai microfoni de Lo Speciale. Nell’intervista D’Alema ha affrontato temi cruciali legati alla costruzione di una “pace giusta”, soffermandosi sia sulla questione israelo-palestinese sia sulla guerra in Ucraina. Un’analisi lucida, che non ha risparmiato critiche al ruolo degli Stati Uniti e alle difficoltà dell’Europa nel ritagliarsi uno spazio di rilievo nella gestione dei conflitti internazionali. L’attacco frontale però è stato verso il presidente Trump, dopo il video postato sui suoi social in cui veniva mostrata una Gaza stile Miami creata con l’intelligenza artificiale.
Intervista video a Massimo D’Alema su Gaza, Ucraina e Trump
Presidente, oggi presentiamo questa rivista Una pace giusta. Cos’è, secondo lei, una pace giusta?
“Una pace giusta è una pace che rispetti il diritto alla sicurezza di Israele e il diritto dei palestinesi a vivere in pace in una loro patria. Questo è un diritto che è stato negato per molti anni, nonostante sia stato affermato nelle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza e nelle decisioni della comunità internazionale. Tuttavia, nei fatti, continua a essere negato. Non ci sarà pace nel Medio Oriente fino a quando questo diritto sarà riconosciuto e rispettato.”
Una pace giusta, però, non c’è neanche nell’altro grande conflitto, quello ucraino. Addirittura ci sono presidenti che sono arrivati a definire l’aggredito come aggressore, ovvero l’Ucraina.
“Anche nel caso dell’Ucraina bisogna ottenere una pace giusta, e questa può essere raggiunta solo al tavolo della trattativa. Spero che l’Europa si metta in grado di esercitare un ruolo positivo in questo scenario. Deve farsi trovare pronta e capace di incidere.”
Lei ha nominato gli Stati Uniti. L’ultima domanda: come si fa a trattare la pace al tavolo con un presidente che pubblica un video dove la Striscia di Gaza viene trasformata in una sorta di Montecarlo, con alberghi con il suo nome e scritte dorate? Un’intelligenza artificiale che diventa tristemente reale in mano al presidente degli Stati Uniti.
“Guardi, questo lo deve chiedere ai sostenitori del presidente degli Stati Uniti. Io non lo sono. E, francamente, non sono neanche stupito da quel video, perché è un’esibizione di rozzezza e volgarità reazionaria. È una mancanza di rispetto verso le migliaia di persone, di civili e di bambini, che sono stati uccisi lì. Sinceramente, non è degna di chi ricopre un ruolo come quello del presidente degli Stati Uniti.”



