Il governo ha approvato un decreto legge per contrastare il caro bollette, stanziando 3 miliardi di euro per famiglie e imprese. Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha assicurato che le risorse proverranno dalla Cassa servizi energetici e ambientali, evitando così nuovo deficit. Tuttavia, il sostegno sarà limitato nel tempo: i bonus per l’energia dureranno solo tre mesi, a causa della mancanza di ulteriori fondi.
Una scelta che sembra basarsi sulla speranza di una normalizzazione del mercato energetico, legata anche a una possibile svolta nel conflitto in Ucraina. Giorgetti stesso ha evidenziato il legame tra inflazione e crisi energetica, lasciando intendere che una “pace giusta e duratura” potrebbe rappresentare la vera soluzione al problema. Ma cosa succederà se la guerra continuerà e i prezzi dell’energia resteranno alti?
Nel frattempo, emerge un altro elemento cruciale nella strategia del governo: l’Italia sembra puntare sempre più sul rapporto privilegiato con gli Stati Uniti di Donald Trump. Giorgetti ha confermato che il governo Meloni vede nell’amministrazione Trump un interlocutore affidabile rispetto a quanto ne pensi il resto della Commissione Europea. Alla precisa domanda su come l’Italia intenda rispondere all’eventualità di nuovi dazi americani verso l’Unione Europea, il ministro ha risposto senza esitazioni: “Bilaterale”, confermando che l’Italia potrebbe muoversi autonomamente, cercando un accordo diretto con gli Stati Uniti anziché affidarsi a una risposta comune dell’UE.
Dl Bollette, Giorgetti: “Interventi finanziati senza nuovo deficit”, ma la Meloni posta video social mentre lui parla
Nel corso della riunione del Consiglio dei ministri, Giorgetti ha spiegato che il decreto prevede lo stanziamento di 3 miliardi di euro, con circa 1,6 miliardi destinati alle famiglie e 1,4 miliardi alle imprese. Il finanziamento, però, non prevede nuovo indebitamento. “Le risorse provengono dalla Cassa servizi energetici e ambientali, evitando così di ricorrere a nuovo indebitamento e deficit”, ha precisato il ministro dell’Economia.
Il provvedimento allarga la platea dei beneficiari del bonus sociale per gas ed elettricità, portando il tetto Isee da 9.530 a 25.000 euro. Tuttavia, proprio a causa delle limitate risorse disponibili, la durata del contributo potrebbe essere ridotta da sei a tre mesi.
Un altro nodo sollevato dal ministro riguarda il passaggio obbligato degli utenti al mercato libero dell’energia elettrica, un processo deciso dai governi precedenti ma che oggi mostra alcune criticità: “Una riflessione su ciò che è significato il passaggio al libero mercato degli utenti del mercato elettrico deve essere fatta”, ha dichiarato Giorgetti, lasciando intendere che il governo potrebbe riconsiderare alcuni aspetti della liberalizzazione per proteggere le famiglie più vulnerabili.
Giorgetti ha poi ironizzato sulle indiscrezioni riguardo presunte tensioni con la premier Giorgia Meloni sulla prima bozza del decreto: “Ho letto di mie arrabbiature. Io mi arrabbio solo quando perde il Southampton, e purtroppo accade spesso ultimamente. Ma resto tifoso anche se perde tutte le partite. Così accade anche in politica”. Però mentre lui parla in conferenza stampa là Premier invece di essere al suo fianco posta un video social.
L’inflazione e il peso della guerra in Ucraina
Ma la vera incognita rimane l’andamento dell’inflazione, che negli ultimi anni ha colpito duramente le famiglie italiane. Secondo Giorgetti, la principale causa è stata l’impennata dei prezzi dell’energia, direttamente legata al conflitto in Ucraina: “Per quanto riguarda le riflessioni nel lungo periodo, sicuramente l’inflazione dipende dalla frammentazione del mercato mondiale, quindi su come si definirà il nuovo assetto. Se ne discute, se ne discuterà moltissimo nei prossimi giorni, nelle prossime settimane, però a nessuno sfugge che l’inflazione che abbiamo pagato pesantemente negli ultimi 2-3 anni è dipesa dalla fiammata dei prezzi energetici che è dipesa dalla guerra in Ucraina. Questa è la verità”, ha affermato il ministro.
Giorgetti ha poi aggiunto che la soluzione per stabilizzare il mercato potrebbe arrivare solo con una de-escalation del conflitto: “L’auspicio è che naturalmente una pace giusta e duratura in Ucraina ci possa aiutare con un mercato del gas e dell’energia più normale ed è sicuramente una delle componenti che mi rende fiducioso per quanto riguarda l’inflazione”.
Scommessa o azzardo? Cosa succede se la guerra continua?
Il decreto appena approvato rappresenta quindi un primo passo per alleviare il peso delle bollette, ma il governo ha scelto di puntare su un intervento limitato nel tempo. La speranza è che nel giro di pochi mesi la situazione internazionale possa migliorare, portando a una stabilizzazione dei prezzi energetici.
Ma se la guerra in Ucraina dovesse protrarsi e i prezzi dell’energia rimanessero elevati, il governo avrà ancora margini di manovra? Oppure, con le casse già in difficoltà, le famiglie e le imprese dovranno affrontare nuovi aumenti senza alcun paracadute? Per ora, la strategia sembra basarsi più sulla speranza che su un piano di lungo termine.
Allo stesso tempo, il governo sembra voler scommettere sempre di più sulla capacità negoziale di Donald Trump, che oggi vedrà Zelensky alla Casa Bianca. La dichiarazione di Giorgetti sulla gestione “bilaterale” dei rapporti commerciali con Washington dimostra una chiara volontà di sganciarsi dalla linea europea e di trattare direttamente con gli USA. Un segnale che potrebbe rivelarsi decisivo nei futuri equilibri geopolitici ed economici dell’Italia.



