Riarmo UE e Starlink: il dibattito continua a spaccare le forze politiche a destra e sinistra | Video

martedì, 11 Marzo 2025
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Il tema del riarmo Ue discusso oggi al Parlamento Europeo, e anche quello dell’uso della tecnologia satellitare Starlink per la difesa continua ad  animare il dibattito politico italiano. Da un lato, il conflitto in Ucraina continua a porre interrogativi sulla necessità di sostenere militarmente Kiev per contrastare l’aggressione russa e a preparare l’Italia in vista di un possibile disimpegno degli Stati Uniti.  Dall’altro, la questione della connettività satellitare, con particolare riferimento a Starlink, apre scenari di innovazione tecnologica che toccano anche l’Italia dopo l’approvazione del Dl Spazio.

Nelle ultime ore un attacco di droni ucraini su Mosca ha riacceso le discussioni sulla guerra in corso e sulle strategie da adottare per garantire sicurezza e stabilità, proprio mentre Zelensky discute di una tregua in Arabia. Contestualmente, il tema del riarmo europeo divide le forze politiche: alcuni lo vedono come una necessità strategica, altri come un rischio per la stabilità economica e sociale del continente. Il ruolo della tecnologia, compresa la rete di satelliti Starlink, è al centro del dibattito, con posizioni diverse sulla necessità di adottare soluzioni avanzate per migliorare le capacità difensive.

Le posizioni politiche sul riarmo Ue e su Starlink

Il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri sottolinea l’importanza del supporto militare occidentale a Kiev parlando dell’attacco dei droni ucraini su Mosca: “C’è una guerra in corso. Difatti, nessuno si fa illusioni. Senza il sostegno delle tecnologie occidentali e americane, gli ucraini sarebbero più esposti. Quelli che dicono che non bisognava dare le armi all’Ucraina sarebbero tutti morti a quest’ora.”

Sul tema della tecnologia satellitare Starlink, Gasparri evidenzia la necessità di accelerare i processi decisionali in Europa: “Noi dovremmo avere anche delle risorse e delle strutture europee, però siamo lenti. Mentre gli americani e i cinesi prendono decisioni e le attuano rapidamente, noi siamo impantanati nella burocrazia.”

Sulla questione del controllo dell’esercito europeo , è chiaro facendo un paragone importante: “La NATO esiste da decenni, e il segretario generale è sempre un politico, con una rotazione tra i paesi membri.”

Il deputato di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli respinge la narrazione del riarmo come un rischio e spiega la posizione del governo: “Il termine ‘riarmo’ rischia di creare confusione. Ci sono settori nevralgici per l’innovazione e la ricerca che passano anche dall’industria della difesa. Le più grandi innovazioni, a partire da internet, nascono da ricerche militari.”

Sulla guerra in Ucraina, Donzelli sottolinea che finché non si raggiunge un accordo di pace, il conflitto proseguirà come dimostra l’ultimo attacco di droni portato da Kiev su Mosca: “Purtroppo, finché non viene siglato un accordo di pace, c’è la guerra. Normalmente, i momenti più cruenti di tutte le guerre nella storia sono gli ultimi prima della pace.”

Le parole contro il riarmo da opposizione e LEGA

Per il co-portavoce di Avs Angelo Bonelli il potenziamento militare europeo rappresenta un errore strategico: “È una follia, perché costringerà l’Europa a indebolirsi economicamente e socialmente, rendendola più vulnerabile a potenze straniere ed economiche.”

Secondo Bonelli, l’Europa già spende enormi risorse nella difesa: “Oggi l’Europa spende oltre 700 miliardi di euro, mentre la Russia ne spende 460. La vera questione è costruire una politica estera comune, non il riarmo.”

Anche l’altro segretario di Avs Nicola Fratoianni si oppone al riarmo europeo: “Sono 800 miliardi di euro di spesa nazionale. Sommando i budget militari dei 27 paesi UE, si supera di gran lunga la spesa della Russia. È un suicidio oltre che una scelta pericolosa.”

Fratoianni propone invece di investire in altri settori:“Servono investimenti in sanità, istruzione, pensioni, transizione ecologica e ricerca per la sovranità digitale. L’Europa è sotto attacco economico e politico da parte di USA e Russia, non militare.”

Il deputato della Lega Stefano Candiani spinge per un’apertura sull’adozione della tecnologia satellitare privata di Starlink e continua ad andare contro il riarmo: “La mancanza di programmazione della burocrazia europea rende oggi l’Italia e gli altri paesi tra i più lenti per la connettività. Occorre prendere in considerazione l’opportunità offerta da Starlink senza vincoli ideologici, facendo l’interesse del nostro paese.”

Il video con le interviste

 

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