Salone del Mobile: un occhio ai dazi, un altro ai Paesi emergenti

domenica, 30 Marzo 2025
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Arredamento

Poiché la situazione internazionale è sempre più tesa, fra la sventagliata di dazi imposta da Donald Trump, le guerre e le inquietudini dei governi europei, il Salone del Mobile di Milano, in programma dall’8 al 13 aprile, ha coraggiosamente moltiplicato gli sforzi per rendere globale la manifestazione con un occhio di riguardo ai paesi emergenti. Il risultato è la conferma dell’interesse degli operatori di settore che hanno letteralmente occupato i 169mila metri quadrati della Rho Fiera di Milano. Sono 2.100 gli espositori da 37 Paesi, 306 quelli a Euroluce (il Salone biennale dell’illuminazione che ospiterà la prima edizione della due giorni di Euroluce International Lighning Forum) provenienti per il 45% dall’estero, 700 i progettisti di 36 Paesi diversi e 20 le scuole e le università di design coinvolte nel SaloneSatellite. Sono significativi soprattutto il numero e la provenienza di acquirenti e investitori.

«Il punto di forza della manifestazione – sottolinea la presidente Maria Porro – è il suo pubblico qualificato da 150 Paesi, che ne determina il successo con un impatto che si estende lungo tutta la catena del valore». La storia del settore dimostra che nei momenti di difficoltà emerge in maniera ancora più decisa la capacità di innovare e trasformare le crisi in opportunità. «Ed è questo il messaggio che arriverà forte e chiaro dai padiglioni del Salone del Mobile di Milano – assicura il presidente di FederlegnoArredo, Claudio Feltrin – i dati di settore ci ricordano che l’export, da sempre motore della nostra crescita, sta vivendo un rallentamento che impatta sui principali mercati di riferimento, a partire da Germania e Francia e i venti che soffiano dagli stati Uniti con i dazi di Trump, non sono rassicuranti». Le esportazioni lo scorso anno sono infatti calate del 2,1% sul 2023, attestandosi a circa 19,4 miliardi di euro.

«La Francia con oltre 3 miliardi, rimane il primo Paese, ma registra -3,3%; mentre la Germania – continua Feltrin – al terzo posto, perde un consistente 6% sfiorando i 2 miliardi di euro. Gli Stati Uniti si confermano al secondo posto (2,2 miliardi di euro) con un +1,5%, un mercato pertanto strategico che rischia però di essere messo in discussione dal pericolo dazi senza contare la Cina, che si mantiene al settimo posto fra i mercati internazionali ma scende dal 686 milioni a meno di cinquecento con un calo dell’13,2%. A questo si aggiunge una domanda interna che stenta a riprendersi. Motivi per cui – ha concluso – la 63a edizione del Salone del Mobile sarà ancor di più un potente strumento di politica industriale e un apripista verso mercati emergenti».

Nata nel 1961, la manifestazione propone un ampio ventaglio merceologico di arredi che si distinguono per forza espressiva e innovazione funzionale e tecnologica, pensati per valorizzare lo scenario domestico. Ingegno, visione, innovazione, eccellenza sostenibile rappresentano il lessico familiare delle aziende e dei marchi che espongono al Salone Internazionale del Mobile che, oggi, si conferma sempre più globale, inclusivo e in dialogo con tutto il sistema dell’arredo. Ogni anno, questa manifestazione dà forma alla sua vocazione di laboratorio di sperimentazione e contaminazione, luogo di incontro, di relazione e di nuove opportunità di affari. È qui che vengono presentati prototipi e novità in fatto di arredo, spazi domestici e stili di vita.

Quest’anno il Salone avrà un taglio anche culturale. Dopo l’inaugurazione alla Scala con “The Night Before: Chairs, Objects, Opera”, di Bob Wilson, che impegna l’orchestra del teatro diretta da Michele Spotti e il soprano Marina Rebeka, è prevista l’installazione “Mother” di Bob Wilson al museo della Pietà Rondanini, al Castello Sforzesco, che aprirà dal 6 aprile, e la Library of Light esperienza performativa di Es Devlin nel cortile d’onore della Pinacoteca di Brera con duemila volumi donati da Fondazione Feltrinelli per celebrare il valore della conoscenza. Negli spazi della fiera sono invece previste “Dolce attesa”, realizzato dal regista Paolo Sorrentino, con la scenografa Margherita Palli e l’apporto sonoro di Max Casacci, e Villa Héritage, allestimento affidato alla star dell’arredamento d’interni di lusso Pierre-Yves Rochon, che reinterpreta il lusso senza tempo della Venezia di Visconti sulle note di Mahler.

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