Russi a Washington: prove tecniche di nuovo ordine mondiale, oltre Zelensky

sabato, 5 Aprile 2025
1 minuto di lettura

Nei giorni scorsi la Federazione Russa ha inviato a Washington il proprio incaricato, Kirill Dmitriev, per incontrare i membri dell’amministrazione statunitense al fine di far progredire le trattative in corso per porre fine alla guerra in Ucraina.

E già questa è una novità molto positiva. Nell’era Biden gli Stati Uniti avevano chiuso completamente le porte ai russi, per cui era impensabile che un incaricato russo si recasse ufficialmente a Washington per trattare questioni così delicate.

Ma, c’è un altro aspetto positivo. Nei colloqui con l’incaricato russo sarebbero stati fatti dei progressi. Dmitriev ha dichiarato dopo l’incontro che i membri dell’amministrazione Trump hanno considerato attentamente la posizione della Russia sull’accordo ucraino e hanno compreso le preoccupazioni di Mosca.

Secondo l’inviato speciale del presidente Putin sono stati compiuti passi avanti significativi verso un accordo di cessate il fuoco in Ucraina, anche se saranno necessari altri incontri tra le delegazioni americana e russa per risolvere tutte le divergenze. Inoltre, secondo Dmitriev, le aziende americane sono pronte a tornare in Russia e a occupare le nicchie lasciate dalle aziende europee, che hanno abbandonato il territorio russo.

Si è parlato anche della cooperazione nell’Artico, nonché dei metalli e delle terre rare. Russia e Stati Uniti stanno discutendo in merito al ripristino dei voli diretti. Comunque, le date dei nuovi negoziati tra Usa e Federazione Russa saranno stabilite nel prossimo futuro. Anche le dichiarazioni dello stesso Volodymyr Zelensky fanno ben sperare. Il leader ucraino ha precisato che nelle prossime settimane o mesi c’è la possibilità di costringere la Russia a cessare il fuoco, a condizione che si faccia pressione sui russi per arrivare ad una fine definitiva delle ostilità.

Si può dunque affermare con certezza che la guerra si avvicina alla sua fine e che la pace regnerà in Ucraina?

Sì e no. Sussistono ancora alcune incertezze.

Mentre Donald Trump vuole fortissimamente un cessate il fuoco immediato, Vladimir Putin è piuttosto restìo a concederlo.
La Federazione Russa vuole una pace vera e stabile con l’Ucraina, che elimini alla radice le cause che hanno provocato il lungo e sanguinoso conflitto.
Trump dal canto suo si è arrabbiato con Putin, perché non acconsente ad un cessate il fuoco e ha minacciato gravi sanzioni alla Russia, mediante l’applicazione di pesanti dazi ai prodotti petroliferi russi.

Ma la Russia non teme più le sanzioni occidentali ed è pronta a distruggere quel che resta dell’esercito ucraino sul campo di battaglia, pur di non accettare un piano di pace al ribasso. Putin vuole vincere la guerra, per poi dettare le sue condizioni di pace, che non saranno mai quelle dello zio Sam. In conclusione, gli Usa hanno fretta di chiudere la guerra in Ucraina, la Russia no.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.