Il rinvio di 90 giorni dell’imposizione dei dazi degli Usa annunciato da Donald Trump è stato accolto con un sospiro di sollievo dai mercati e con un misto di cautela e pianificazione dall’Italia come ammesso anche dal Ministro Giorgetti. Ma dietro la sospensione temporanea si cela un’instabilità politica e commerciale che preoccupa. Il rischio di una nuova guerra commerciale tra Stati Uniti ed Europa rimane concreto anche se i più maligni hanno sottolineato come le manovre del presidente americano abbiano fatto invidia ai trader di borsa.
Dazi Usa sospesi, Urso: “Abbiamo scelto lo sviluppo, non la reazione”
Il ministro delle Imprese Adolfo Urso ha commentato positivamente il passo indietro americano a margine della presentazione Fondazione Imprese e Competenze per il Made In Italy: “È una bella giornata perché la Borsa di Milano ha saputo reagire cogliendo le novità di una de-escalation che finalmente si è attivata con l’annuncio fatto ieri dal presidente Trump e la reazione costruttiva dell’Unione Europea.”
Ma il ministro non nasconde le incertezze che persistono: “Trump potrebbe già la prossima settimana cambiare idea. In questo momento c’è un’incertezza incredibile.” Da qui la scelta del governo Meloni di non adottare un piano di reazione o di compensazione, bensì un piano di sviluppo industriale, con almeno 25 miliardi di euro destinati al sistema produttivo: 12 miliardi da una nuova riprogrammazione del PNRR, 11 dai fondi di coesione e ulteriori risorse dal Fondo speciale per il clima.
Urso rivendica un approccio strutturale: “Abbiamo scelto di rafforzare il sistema Italia a prescindere dall’esito del negoziato, che finalmente si avvia sui binari giusti grazie alla leadership di Giorgia Meloni.”
Schlein e opposizioni all’attacco
Dal Partito Democratico, la segretaria Elly Schlein uscendo dal Nazareno ha criticato la gestione italiana della crisi commerciale. “Il rinvio dimostra che l’approccio muscolare dell’UE sarebbe stato fallimentare. Ma attenzione: spostare 25 miliardi senza mettere sul tavolo risorse fresche è il solito gioco delle tre carte.”
Schlein chiede misure più incisive: “Pedro Sánchez in Spagna ha messo 14 miliardi, di cui 7 sono risorse nuove. Noi invece giochiamo con le rimodulazioni del PNRR. Bisogna rilanciare la domanda aumentando i salari e approvando finalmente un salario minimo.”
Durissima la posizione di Angelo Bonelli (AVS): “Trump sta destabilizzando il mondo. Mette i dazi, li toglie, li rimette. Ha fatto perdere miliardi anche ai piccoli risparmiatori. È una persona che non è in equilibrio.”
Il leader ambientalista solleva anche dubbi sulle contropartite che l’Italia potrebbe offrire agli USA: “Meloni venga in Parlamento a dirci se intende accettare carne piena di ormoni e prodotti agricoli pieni di chimica. È questo il prezzo per evitare i dazi?”
Bonelli accusa il governo di essere ostile al Green Deal europeo per favorire gli interessi fossili: “Meloni, Trump e Putin hanno una cosa in comune: vogliono vendere gas. Ma la vera autonomia si costruisce con le rinnovabili.”
Il rinvio dei dazi rappresenta una tregua temporanea, non una soluzione definitiva. L’Italia prova a sfruttarla investendo sul rafforzamento del proprio tessuto produttivo. Ma l’instabilità delle dinamiche globali, la debolezza del coordinamento europeo e le critiche interne allineano il dibattito su una domanda di fondo: può l’Italia affrontare da sola uno scontro commerciale con gli Stati Uniti? E a quale prezzo? Lo scopriremo forse il 17 aprile con il viaggio di Giorgia Meloni da Trump.



