Verso il Conclave. Hai detto niente: preghiere, riflessioni, conciliaboli lontani da orecchie indiscrete. Stress, tanto stress emotivo per il dolore dell’enorme perdita di Papa Francesco e l’onere di una scelta pesantissima. Poi ispirazioni divine e umane debolezze, come le cene fuori porta dei Cardinali per titillare papille e mente prima di immergersi nella sacra bolla della Cappella Sistina. «Extra omnes, fuori tutti», dirà il cerimoniere pontificio.
Intanto gli alloggi. Saranno sorteggiati per non scontentare chicchessia. Santa Marta, dove ha vissuto ed è morto Papa Francesco – scrive il Corriere della Sera – è la residenza che ospiterà i cardinali elettori durante il Conclave: «È come un albergo e per questo bisogna stare attenti», chiosa l’arcivescovo Pecorari. «Non posso dirvi il nome perché è un mio caro amico, ma un cardinale straniero che pensava fosse tutto gratis ha invitato in stanza un po’ di colleghi per chiacchierare dopo cena e così presto hanno finito tutti i liquori mignon del frigo-bar. Solo che poi lui se li è ritrovati sul conto e c’è rimasto male».
Secondo il testo liturgico che definisce le regole e le modalità di cosa avviene dopo la morte di un Papa, l’Ordo Exsequiarum Romani Pontificis, il Conclave dovrebbe iniziare tra il 15mo e il 20mo giorno dal decesso, quindi tra il 5 e il 10 maggio prossimi. Oppure tra il 6 e l’11 maggio se si conta dal giorno successivo alla morte.
Anche questo cavillo sarà risolto dalla riunione della Congregazione generale dei cardinali, che stabilirà la data definitiva. Il calendario della settimana prevede congregazioni la mattina alle 9 e, nel pomeriggio alle 17, le messe dei novendiali nella Basilica vaticana: il ciclo dei nove giorni di suffragio, iniziato con la messa esequiale presieduta in Piazza San Pietro dal cardinale decano Giovanni Battista Re, si esaurirà domenica 4 maggio.
Dopo di che il possibile ingresso in Sistina e l’”extra omnes” che apre il Conclave. I 134 elettori (considerando il forfait per motivi di salute del cardinale di Valencia Antonio Canizares Llovera) stanno arrivando a Roma. Molti si conosceranno direttamente durante le Congregazioni, dove, conterà molto anche il peso dei non-elettori, cioè i cardinali ultraottantenni, che mantengono la loro capacità di orientare consensi. Una sorta di notabili, anche se poi nel chiuso della Cappella Sistina ognuno risponde a sé stesso e, secondo il comune sentire dei cattolici, allo Spirito Santo. Tra questi grandi saggi c’è sicuramente il 91enne decano Giovan Battista Re.
Fra gli stranieri con capacità di spostare voti, e non presenti in Conclave, ci sono il cardinale di Boston Sean Patrick O’Malley, il più attivo promotore della lotta agli abusi sessuali, quello di Vienna Christoph Schoenborn, fine teologo ex allievo di Joseph Ratzinger e fiduciario di papa Bergoglio in ruoli-guida di vari Sinodi come quelli sulla famiglia, o l’ex prefetto dei vescovi, il canadese Marc Ouellet, influente anche in America Latina, da ex presidente della Pontificia Commissione competente.
Domenica, la scena tra i “papabili” è stata tutta per Pietro Parolin, già segretario di Stato, che ha presieduto in Piazza San Pietro la seconda messa dei novendiali, davanti ai 200mila partecipanti al Giubileo degli adolescenti. Da stretto collaboratore di papa Bergoglio, la sobrietà, il piglio sicuro e affabile con cui ha portato avanti la celebrazione ha ricordato quelli dell’allora prefetto per la Dottrina della fede e decano del Collegio cardinalizio Joseph Ratzinger nell’officiare venti anni fa i funerali di Giovanni Paolo II, uscendone come l’unico vero candidato alla successione.
Ma la campagna elettorale è già iniziata, eccome se è iniziata, perché – scrive ancora il Corriere della Sera – lo Spirito Santo ispira, ma non vota. E quindi un’intesa bisognerà trovarla prima o poi», scherza Sanna, sardissimo come il cardinale Angelo Becciu, per la cui ammissione in Conclave dopo la «scardinalatura» del 2020 di Francesco si deciderà nei prossimi giorni con una votazione del sacro collegio.
Al Caffè dei Papi – rivela sempre il Corriere – monsignor Pecorari, già nunzio in Ruanda, Uruguay (dove conobbe Bergoglio), Bulgaria e Macedonia, si alza perché deve prendere un treno per tornarsene a Mantova: «Lo sapete che Tagle in questi giorni è terrorizzato?», domanda. Ma chi? Luis Antonio Gokim Tagle, il cardinale filippino che figura anche lui tra i favoriti? «Sì — conclude l’arcivescovo —. Perché anni fa si mise a cantare in un locale Imagine di John Lennon e il video in questi giorni è diventato virale. Credo che qui a Roma uscirà poco».



