Chi guida il Vaticano ora e quando sarà il Conclave: spunta il nome del cardinale favorito

lunedì, 28 Aprile 2025
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Conclave

Con la dipartita di Papa Francesco giorno 21 aprile, il Vaticano è rimasto privo di guida.

In attesa dell’elezione del nuovo Papa, ad occupare in via temporanea la “sede vacante” è una figura molto particolare: il Camerlengo. Si tratta di un cardinale precedentemente selezionato che entra in azione nel momento in cui il Pontefice muore.

La notizia della scomparsa del Papa è stata annunciata ufficialmente dal Camerlengo che ha impiegato la tradizionale formula “Il Vescovo di Roma, Francesco, è tornato alla casa del Padre”.
Ma di chi si tratta? Il Camerlengo è il cardinale Kevin Joseph Farrell, nominato da Papa Francesco nell’anno 2019.

Il suo ruolo è quello di amministrare in maniera provvisoria gli affari del Vaticano nel periodo durante il quale il trono pontificio risulta vuoto. Nel corso di questo periodo, il Camerlengo viene assistito da altri tre cardinali, sorteggiati ogni tre giorni.

Tra le responsabilità che spettano al Camerlengo vi sono: la gestione degli affari ordinari del Vaticano, la verifica della morte del Pontefice – nel dettaglio, il Camerlengo designato lo chiama per tre volte dichiarandolo poi deceduto -, Il sigillo degli appartamenti papali, riga l’Anello Papale al fine di evitarne abusi e falsificazioni e l’organizzazione del Conclave.

Ma cosa è il Conclave nel dettaglio e come si svolge? Si tratta di un assemblea dei cardinali finalizzata all’elezione del nuovo Papa.
Avrà inizio giorno 7 maggio.
Il Conclave ha luogo nella Cappella Sistina, in totale isolamento per garantire la protezione da influenze esterne e la sua riservatezza. I cardinali votano fino al raggiungimento di una maggioranza qualificata di due terzi.
L’esito di ciascuna votazione viene comunicato attraverso l’emissione di fumate. A seguito di ogni votazione, le schede vengono infatti gettate all’interno una stufa: questa rilascia una fumata di colore nero nel caso in cui il nuovo Papa non sia stato eletto e di colore bianco nell’ipotesi in cui il nuovo Papa sia stato scelto. A ciò segue il noto “habemus papam”. Possono essere effettuati un massimo di quattro scrutini al giorno: due la mattina e due il pomeriggio.
Se dopo 33 scrutini non si è riusciti ad eleggere un Papa, si effettua un ballottaggio tra i due nomi più votati nell’ultimo scrutinio. Necessaria, anche qui, una maggioranza di due terzi. 

Ma chi sono i favoriti attualmente? Il primo nome che gira è quello di Pietro Parolin, segretario di Stato. Mentre, tra i cardinali stranieri, il favorito è il filippino Luis Antonio Tagle.

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