Non è un gioco goliardico la circolazione virale in rete del video del cardinale Luis Antonio Tagle che canta “Imagine” di John Lennon. Il porporato filippino avrebbe potuto esibirsi in qualsiasi altro brano, ma ha scelto il peggiore. Ecco la strofa clou: «Immaginate un mondo senza religione né Dio né padroni».
Nel video (che risale al 2019) il porporato omette per la verità di pronunciare quelle parole. Ma il fatto è egualmente grave, perché “Imagine” è un vero e proprio inno all’ateismo che ha traviato almeno due o tre generazioni di ragazzi, confondendo menti e diffondendo principi sbagliati. Oltre all’ateismo, Lennon canta in quella canzone un mondo di apolidi senza patria e senza proprietà privata: «Immaginate che tutti condividano tutto. Immaginate un mondo senza proprietà, senza denaro».
Il fatto che Tagle non abbia cantato la strofa più pesante vuol dire che il cardinale sapeva che cosa stava cantando e non poteva non conoscere anche l’impatto pesante che quella canzone ha avuto nel dirottare la mentalità di tanti ragazzi verso idee antireligiose in nome di un equivoco afflato universale che ha preteso di sostituirsi agli stessi princìpi religiosi. Ancora prima di comporre “Imagine”, proprio Lennon aveva già mostrato segni di delirio anticristiano, come quando, in una intervista del 1966, affermò che «i Beatles sono più popolari di Gesù», a significare che la musica del suo gruppo aveva una maggiore influenza sui giovani rispetto a una religione che in quegli anni mostrava un certo calo di interesse.
Nonostante sapesse tutto questo, Tagle ha egualmente cantato quella canzone. E non vale come attenuante il fatto che il cardinale filippino era in un contesto di festa e in maniche di camicia. Un principe della Chiesa non può rimanere vittima di certe cadute. E dire che Tagle è stato anche prefetto della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli…
Il fatto è serio, pur nella sua apparente banalità. Se un cardinale insegue il “mondo” anche nelle sue manifestazioni più antireligiose, vuol dire che lo “spirito del mondo” è entrato nella Chiesa e che la Chiesa stessa perde quella dimensione profetica che le premette di indicare una prospettiva di speranza ai popoli.
Non appare certo casuale che il video di Tagle che canta “Imagine” sia spuntato fuori e sia diventato virale proprio nei giorni che precedono il Conclave e mentre la stampa internazionale indica il cardinale filippino come uno dei possibili successori di Papa Francesco. È chiaro che ci troviamo davanti a un tentativo di “bruciare” la candidatura di Tagle e ciò la dice abbastanza lunga sul livello di scontro interno raggiunto oggi dalle alte gerarchie della Chiesa. Ma non è che in passato il clima fosse migliore. Ed è noto che all’ombra di un Conclave possono sempre avvenire manovre spregiudicate.
Per tornare a Lennon, vale la pena osservare a chiosa che il successo di “Imagine” non gli ha portato alla fine molto bene. Mark David Chapman, il suo assassino che lo attese sotto casa, a New York, la sera dell’8 dicembre 1980 per scaricargli contro quattro colpi di pistola era un fan deluso della rockstar. E non c’è niente di peggio di un fanatico adoratore che si sente tradito. Il Lennon che cantava il mondo «senza proprietà, senza denaro» era lo stesso Lennon che faceva una vita da nababbo con yacht, ville in Florida e a Beverly Hills, superattico a New York, royalties miliardarie. È assai difficile che un falso profeta muoia in povertà.


