Dal rapporto con la chiesa americana alle finanze vaticane: tutte le spine di Leone XIV

sabato, 10 Maggio 2025
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Leone

Un papa statunitense è quasi più sorprendente, scrive Massimo Franco sul Corriere, di un Pontefice argentino e gesuita. Tuttavia, il solo fatto che in appena due giorni sia stato raggiunto il quorum sul nome di Robert Francis Prevost testimonia la volontà piuttosto chiara dei cardinali di superare le vecchie divisioni interne. E non era scontato. Il futuro Leone XIV ha sconfitto l’ala conservatrice, ma ne ha raccolto la fiducia soprattutto sui temi non negoziabili della famiglia e della sessualità. Quindi il suo primario compito sarà quello di ricucire il rapporto tra Roma e la chiesa americana, che si è profondamente spaccata sulle aperture di Papa Francesco. Con il suo stile minimalista e discreto, Leone XIV sarà sicuramente in grado di riaprire il dialogo rassicurando sui temi tanto cari agli episcopati americani pur non tradendo l’impegno per le questioni sociali, la vicinanza ai ceti più poveri e la solidarietà agli immigrati. La sua strategia sarà anche quella di ritrovare un dialogo fluido con tutte le chiese del mondo occidentale dopo le palpabili tensioni avvenute durante il pontificato di Francesco, che si sono riflesse anche a livello finanziario con il drastico calo dei contributi.

L’altra questione cui Leone XIV metterà mano sarà la centralità della collegialità, a partire dal ruolo della Segreteria di Stato dopo anni di ridimensionamento. Il compito di Prevost sarà quello di ricucire con la gerarchia vaticana che si è sentita svilita negli ultimi anni, con l’apporto della quale si cercherà di rispondere in maniera condivisa alle derive delle modernità. Il messaggio lanciato durante l’omelia della prima messa concelebrata con i cardinali nella Cappella Sistina è chiaro: «Attraverso il ministero di Pietro voi mi avete chiamato a portare quella croce e a essere benedetto con quella missione. E so di poter contare su ognuno di voi per camminare con me mentre continuiamo come Chiesa, come comunità di amici di Gesù, come credenti, ad annunciare la buona novella, ad annunciare il Vangelo».

In ogni caso l’agenda di Leone XIV è fittissima. Tra le primissime incombenze del 267mo Pontefice c’è la scelta dei suoi più diretti collaboratori e delle guide dei Dicasteri di Curia, il governo della Chiesa universale: vedere dunque chi confermare o nominare ex novo, dopo che tutti gli incarichi, a partire da quello del segretario di Stato, sono decaduti con la morte di Papa Francesco. Un’altra decisione da prendere per Leone XIV sarà la conferma del viaggio che Bergoglio avrebbe dovuto fare in Turchia prima della fine del mese per l’anniversario del Concilio di Nicea: un appuntamento importantissimo sul piano ecumenico, per cui il patriarca di Costantinopoli Bartolomeo aveva sempre dato per certa la presenza di Francesco. Il viaggio è stato comunque preparato e il nuovo Papa dovrà solo decidere se andare personalmente, come primo viaggio del pontificato, o se inviare un suo delegato.

Tra gli altri appuntamenti da fissare, quelli riguardanti le canonizzazioni che sono state sospese, prima fra tutte quella di Carlo Acutis, il santo millennial patrono del web, che doveva avvenire il 27 aprile in occasione del Giubileo degli adolescenti. C’è anche quella di Pier Giorgio Frassati il 3 agosto, al termine del Giubileo dei giovani, altro grande e attesissimo evento giubilare. Da fissare poi quelle di Bartolo Longo, fondatore del Santuario di Pompei, José Gregorio Hernandez, il “medico del popolo” che sarà il primo santo venezuelano.

Il Giubileo, con la sua successione di eventi, si rimetterà in cammino dopo l’inizio difficile per la malattia e il ricovero di Francesco. Questo Anno Santo, tra l’altro, sarà il secondo della storia dopo quello del 1700 in cui la Porta Santa viene aperta da un Papa e chiusa da un altro. L’altro grande cantiere avviato da Papa Francesco e che in qualche modo attende al varco il nuovo Pontefice, è la triennale “fase di attuazione” del Sinodo sulla sinodalità, che già prevede in questo mese di maggio la pubblicazione del Documento di sostegno, tra giugno e dicembre i percorsi di attuazione nelle Chiese locali e loro raggruppamenti, il 24-26 ottobre il Giubileo delle équipe sinodali e degli organismi di partecipazioni, andando poi avanti fino all’Assemblea ecclesiale in Vaticano, fissata per l’ottobre 2028.

Tra le questioni più spinose in vista, infine, dal 22 settembre l’appello del processo sulla gestione di fondi della Santa Sede e la compravendita del Palazzo di Londra, fortemente voluto da papa Francesco, che riporterà in auge la vicenda del cardinale Becciu e molto altro.

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