Che faccia piacere o no, l’energia nucleare è una questione prepotentemente tornata nell’agenda di governo. Guerre, difficoltà di approvvigionamento, aumento dei costi di trasporto e di distribuzione, lievitazione delle bollette hanno determinato un’inevitabile riflessione nella classe dirigente italiana. Si profila una netta inversione di tendenza rispetto ai referendum del 1987 che in maniera quasi plebiscitaria chiusero la stagione dell’energia atomica in Italia per scopi civili, iniziata nel lontano 1958. Per inciso va detto, che un partito, Azione di Carlo Calenda, si è schierato in favore del ritorno al nucleare.
Intanto ha preso vita “Nuclitalia”, l’annunciata alleanza tra tre colossi nazionali, Enel, Ansaldo e Leonardo, per il nucleare di nuova generazione. La società si occuperà dello studio di tecnologie avanzate e dell’analisi delle opportunità di mercato nel settore del nuovo nucleare, in primis sui reattori di ultima generazione a cui l’Italia sta guardando con grande interesse.
Le quote del capitale di Nuclitalia, società a responsabilità limitata, sono detenute per il 51% da Enel, per il 39% da Ansaldo Energia e per il 10% da Leonardo. Il cda sarà composto da sette membri e sarà presieduto da Ferruccio Resta, già rettore del Politecnico di Milano. Amministratore delegato sarà Luca Mastrantonio, responsabile dell’unità di Nuclear Innovation di Enel.
«Nuclitalia – spiegano le aziende fondatrici – avrà il compito di valutare i design più innovativi e maturi del nuovo nucleare sostenibile, con un focus iniziale sugli “Small modular reactor” raffreddati ad acqua. Il processo includerà la definizione dei requisiti specifici per il nostro sistema-Paese e la selezione delle soluzioni più promettenti sulla base di un’approfondita analisi tecnico-economica e la società esaminerà anche le opportunità di partnership industriali e di co-design con un approccio fondato su innovazione, sostenibilità ambientale ed economica e valorizzazione delle competenze della filiera italiana».
Proprio di recente la presidente del Consiglio Giorgia Meloni era tornata a sottolineare, l’importanza per il governo della strada del nucleare e a parlare della legge delega attesa da tempo. «Confermiamo il nostro impegno per garantire all’Italia una fonte di energia che è sicura, pulita e a basso costo, il testo del provvedimento sarà presto esaminato dal Parlamento».
Ai vertici di Nuclitalia ci saranno, come detto, due nomi importanti. Ferruccio Resta, già rettore del Politecnico di Milano e già presidente della Crui, è attuale presidente della Fondazione dell’ateneo, del Centro nazionale per la mobilità sostenibile e della Fondazione Bruno Kessler di Trento. Mastrantonio, ingegnere nucleare, ha tra l’altro ricoperto il ruolo di Head of Nuclear Technological Systems in Enel durante la costruzione dei due reattori nucleari presso l’impianto di Mochovce in Slovacchia. A completare il cda, altri nomi di esperti e profili tecnici: per Enel Nicola Rossi, Valentina De Cesare; per Ansaldo Energia, Daniela Gentile, Andrea Benveduti e indicati da Leonardo, Andrea Campora. Nelle prossime settimane sarà inoltre istituito un comitato tecnico incaricato di supportare le attività di analisi tecnologica di Nuclitalia.
«Grazie alla lungimiranza e alle competenze tecniche e industriali di tre grandi aziende del nostro Paese, parte un nuovo percorso per crescere in ricerca e tecnologie sul nuovo nucleare sostenibile – commenta il ministro dell’Ambiente e dello Sviluppo energetico Gilberto Pichetto Fratin – lo abbiamo detto chiaramente con la legge delega, che presto sarà in Parlamento: per rafforzare la competitività italiana e ridurre i costi energetici, occorre accompagnare la crescita delle rinnovabili con una nuova fonte pulita e sicura. L’azione di Nuclitalia sarà, in questo contesto, preziosa».
«La nascita di Nuclitalia è un’ottima notizia per lo sviluppo del nucleare sostenibile nel nostro paese. Faccio i miei migliori auguri di buon lavoro all’amministratore delegato Luca Mastrantonio e al presidente Ferruccio Resta – afferma in una nota il fondatore e amministratore delegato di Newcleo, Stefano Buono – la nostra società è pronta a cooperare mettendo a disposizione del sistema Italia i risultati raggiunti e le competenze sviluppate nella tecnologia di raffreddamento al piombo grazie alla nostra forte presenza in Italia e al lavoro svolto insieme a Enea presso il Centro Ricerche Brasimone. Siamo pronti a fare la nostra parte per collaborare e contribuire al rafforzamento del sistema italiano in questo settore strategico per il futuro del paese – conclude – e a garantire riciclo e riutilizzo del combustibile esausto».


