Nessun nuovo indagato, nessun nuovo sospettato eppure negli ultimi giorni sembra ci sia stata una svolta nelle indagini del caso di Garlasco, dopo 18 lunghi anni spuntano nuove piste e sospetti, vengono a galla intercettazioni telefoniche eclatanti che aprono a nuove strade per le indagini sull’omicidio della giovane Chiara Poggi di cui all’epoca l’unico reo è stato il fidanzato Alberto Stasi che quella mattina del 13 agosto 2007 rinveniva Chiara cadavere in una pozza di sangue. Ha avuto complici? C’era qualcuno con lui o è una trama ordita ad hoc per coprire qualcosa o altri? Ogni nuovo nome che spunta fuori in queste ore fa salire la tensione, come un vaso di Pandora pronto ad esplodere, dalle cugine della vittima, le sorelle Cappa con la frase eclatante catturata nelle intercettazioni: “Abbiamo incastrato Stasi” o al fratello tutti i tasselli del mosaico sembrerebbero convergere nell’unico punto utile: la ricerca della verità. Così quando i carabinieri del Nucleo investigativo di Milano entrano in casa di Roberto Freddi e Mattia Capra con un decreto di perquisizione presso terzi firmato dai pm di Pavia, diretti da Fabio Napoleone, inizia una catena di sospetti, conferme, smentite. Si rileggono i verbali del 2007, quelli del 2008 quando i giovani amici di Marco Poggi vennero risentiti perché erano tra coloro che (insieme a Sempio) raggiungevano la villetta di via Pascoli in bicicletta. Non sono indagati ma gli inquirenti hanno preso i loro cellulari alla ricerca di possibili chat e conversazioni nelle quali possano aver parlato del delitto ricostruendo il grande mosaico che porterà alla verità per capire come andarono le cose la mattina del 13 agosto 2007. Oltre al personaggio chiave di Sempio, amico del fratello della vittima e alle sorelle Cappa cugine di Chiara Poggi, la vera new entry nel caso sembrerebbe l’arma del delitto. Si riparte da un martello a coda di rondine e dall’incidente probatorio. L’appuntamento è stamane al piano terra del tribunale di Pavia. Con un obiettivo ben preciso: quello di fissare i risultati dell’esame del Dna trovato sulle unghie delle mani di Chiara Poggi. La consulenza dei Pm lo ha attribuito ad Andrea Sempio. Ma si cerca un secondo uomo. Intanto va contestualizzato l’sms di Paola Cappa su Alberto Stasi e cosa vuol dire quell’incastrato nella frase delle intercettazioni. Strettamente collegato pare al video dell’abbraccio tra il fidanzato della vittima e la sorella Stefania. Perché dopo il contatto la cugina di Chiara fa ad Alberto alcune domande sulla posizione del corpo di Chiara. Domande queste suggerite dagli inquirenti e che costituirebbero ad oggi la chiave per la svolta nelle indagini.


