Un boato di gioia ha accolto Papa Leone XIV a Piazza San Pietro, nella mattina del 18 maggio 2025 per la messa di inizio pontificato davanti a oltre 200 mila persone e 200 delegazioni da tutto il mondo. Il suo primo passaggio in papamobile, lungo tutta via della Conciliazione, ha segnato l’inizio solenne del suo pontificato. Fedele alla sobrietà e alla profondità che già ne hanno caratterizzato i primi gesti da Pontefice, Leone XIV ha sorriso e benedetto la folla, che si è riversata da ogni parte del mondo per assistere a un evento già destinato a entrare nella storia. Toccante quando ha fermato il mezzo per benedire un neonato.
Piazza San Pietro era gremita. Bandierine, canti, preghiere, emozioni: la cornice era quella delle grandi occasioni, e la risposta popolare – spontanea e vibrante – ha testimoniato il desiderio di unità e speranza che il nuovo Papa ha già saputo incarnare.
Messa inizio pontificato Papa Leone XIV: i riti solenni con il pallio e l’anello del pescatore
Il momento liturgico più significativo è stato segnato dalla consegna del pallio del pastore e dell’anello del pescatore, simboli della missione petrina. Il pallio, tessuto in lana d’agnello, ha evocato l’immagine del buon pastore che guida e custodisce il gregge. L’anello, recante l’effigie di San Pietro, è stato calzato sulla mano del nuovo Pontefice in un silenzio carico di emozione.
Nel suo primo atto ufficiale, Leone XIV ha ricevuto questi segni con umiltà, inginocchiandosi davanti all’altare e ponendo il suo ministero sotto il segno della carità e del servizio. Un rito antico, che nella cornice della Basilica Vaticana ha trovato rinnovata intensità.
Autorità da tutto il mondo: Von der Leyen, Vance, Mattarella, Meloni e Zelensky
A conferma del respiro universale della giornata, numerosissime le presenze politiche e istituzionali. In prima fila, la presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen, il vicepresidente americano J. D. Vance, la presidente del Perù Dina Boluarte. Per l’Italia, erano presenti il presidente Sergio Mattarella e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Applauditissimo anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, la cui presenza ha avuto un forte valore simbolico in un’Europa ancora segnata dal conflitto. Il leader ucraino si è seduto al fianco di Ursula Von Der Leyen, è andato a salutare in modo istituzionale Vance mentre ha abbracciato con calore Giorgia Meloni. Grande attenzione mediatica ha suscitato anche la partecipazione di numerose famiglie reali europee: su tutte, il re Felipe VI di Spagna, giunto con la regina Letizia.
L’omelia di Leone XIV: «È l’ora dell’amore, non del potere»
Papa Leone XIV ha pronunciato la sua prima omelia da Pontefice. Dopo aver ricordato con affetto Papa Francesco e il vuoto lasciato dalla sua scomparsa, ha ribadito che la Chiesa è chiamata a non dominare, ma ad amare, a essere “lievito di unità” in un mondo ferito da guerre, disuguaglianze e solitudini.
Citando Sant’Agostino e le Scritture, ha invitato i fedeli a una fede viva e fraterna: “Pietro non è un capo solitario, ma un servo dell’amore, chiamato a pascere il gregge nella carità di Cristo”. E ancora: “Solo se conosciamo l’amore incondizionato di Dio, potremo amare davvero i fratelli.
Il passaggio più forte ha richiamato l’enciclica Rerum Novarum di Leone XIII: “Se questo criterio – l’amore – prevalesse nel mondo, non cesserebbero forse i conflitti, e non tornerebbe la pace?”. Un invito esplicito alla riconciliazione, all’ascolto, alla costruzione di un’umanità fondata sulla solidarietà e non sulla paura. Significativo che sia arrivato davanti a Vance e Zelensky, anche se entrambi non parlano italiano e forse non ne hanno compreso la profondità.
Infine, l’appello più inclusivo: “Camminiamo insieme, come fratelli tutti. Con le Chiese cristiane, con i credenti di ogni religione, con chi cerca Dio. Una sola famiglia, un solo mondo in pace”. Tra oggi e domani sono attesi diversi incontri, su tutti quelli di Papa Leone XIV con Zelensky e Vance. La messa d’inizio pontificato di Papa Leone XIV ha lasciato un segno profondo, che può essere l’ennesimo solco della chiesa verso la pace. La stessa che fino al suo ultimo respiro ha chiesto Papa Francesco.



