Una telefonata dai pareri discordanti a quanto sembrerebbe quella andata in scena ieri tra i due leader delle super potenze russa e americana. Mentre Trump si dice fiducioso e ottimista sul versante del cessate il fuoco e dei negoziati di pace sul fronte ucraino – russo, di tutt’altro respiro e atteggiamento è stato Putin. Dalle fonti del Cremlino si vagheggia sulla fine delle ostilità. Ma vediamo meglio la chiave di lettura russa alla telefonata di due ore e mezzo andata in scena ieri. La conclusione e i primi commenti a margine, anche se azzardati ,potrebbero essere riassunti cosi: allo stato attuale almeno da parte russa non sembra ci siano stati progressi concreti sui negoziati per la fine della guerra in Ucraina. Infatti mentre il presidente statunitense ha detto che i negoziati diretti dovrebbero iniziare immediatamente, quello russo ha preso impegni vaghi. Putin si è detto semplicemente pronto a lavorare con l’Ucraina per produrre un documento condiviso su cui impostare le future trattative. Non è molto diverso dagli impegni presi ultimamente dalla Russia, a cui tuttavia non sono mai seguiti reali cambiamenti nella conduzione della guerra. Negli ultimi mesi Putin aveva dichiarato due cessate il fuoco unilaterali, durante i quali gli attacchi contro la popolazione e le città ucraine non erano in alcun modo diminuiti. Eclatante l’ultimo invito in terra turca a Zelensky per un colloquio diretto a cui poi non si era mai presentato, cedendo il posto a funzionari di basso rango. Quasi come a non prendere sul serio l’impegno. Come se i passi indietro siano una consuetudine per lo Zar che sul fronte ucraino rimane in stallo e continua a lanciare minacce e scontri che non si placano nei territori di guerra. Dialogo nei palazzi e sangue al fronte? C’è qualche incongruenza. La telefonata è stata dai toni pacati si ma non risolutori. E mentre Trump mette in mezzo al suo auspicio di pace e marketing a stelle e strisce anche il Vaticano come location ad hoc per il trattato di pace in Ucraina, a Putin questa organizzazione in stile grande evento mondiale e messa in scena da carrozzone allegorico non piace e si trincera in un assordante silenzio presagio di un evidente e chiaro stallo nelle trattattive.



