Nella giornata di ieri, si è tenuta la conferenza stampa per l’addio di Musk al Doge – Department of Government Efficiency – presso lo Studio Ovale della Casa Bianca.
Musk si è presentato con indosso una t-shirt con su scritto “Dogefather” in stile “Il Padrino” e un occhio nero. Alla domanda dei giornalisti su come se lo fosse procurato ha risposto: “Stavo giocando con mio figlio X, gli ho detto di colpirmi in faccia e lo ha fatto. Ecco perché la mia faccia è così”.
I giornalisti presenti hanno poi affrontato la questione legata all’inchiesta pubblicata dal New York Times circa l’uso di ketamina da parte dell’imprenditore, in quantità tali da causargli problematiche alla vescica, e di altri stupefacenti tra cui ecstasy e funghetti. Inoltre, una fonte ha raccontato che Musk porterebbe sempre con sé un contenitore di pillole per uso quotidiano, tra cui l’Adderall, uno stimolante amfetaminico.
Musk ha sempre riconosciuto di assumere ketamina in dosi controllate, al fine di contrastare le sue crisi depressive. Ma, secondo il quotidiano, l’imprenditore avrebbe aumentato l’uso di droghe durante la campagna elettorale.
Il patron di Tesla si è mostrato irritato, replicando con un’affermazione volta a minare la credibilità del giornale: “Lo dice il New York Times? Lo stesso del Russia Gate?”.
Nel corso della conferenza, Trump è saltato da un tema all’altro: ha parlato di immigrazione, debito pubblico, dazi, inflazione, Ucraina, Medio Oriente, Cina, Afghanistan e della questione con Harvard. Nel frattempo Musk è rimasto in piedi al suo fianco, in silenzio e a braccia conserte, annuendo alle affermazioni del presidente che in seguito gli ha consegnato, come regalo d’addio, una chiave dorata della Casa Bianca.
Trump ha poi elogiato il lavoro del Doge, sostenendo che il suo team proseguirà anche senza l’imprenditore che però, ha specificato “continuerà ad occuparsene da lontano, venendo quando necessario”.
Il patron di Tesla ha replicato ringraziando il presidente per la fiducia e promettendo che il suo impegno continuerà. Elon ha definito il suo rapporto con Trump e con il governo non come una fine bensì “un inizio. Quando il presidente avrà bisogno del mio contributo mi chiamerà e sarò pronto a mettermi al servizio del Paese”, ha detto.
Il presidente ha anche effettuato un elenco dei tagli di spese da lui presentati come sprechi. Musk ha aggiunto che l’obiettivo iniziale che prevedeva il taglio di duemila miliardi di dollari non é stato raggiunto per via della burocrazia. Alternarne i meccanismi si sarebbe rivelata un’impresa proibitiva. Secondo l’imprenditore, attualmente, i risparmi ammontano a quota 160 miliardi, ma si è detto certo di una crescita nei prossimi anni, che si approssimerà sempre più all’obiettivo.
Infine, Musk si è complimentato con Trump per come ha restaurato lo Studio Ovale, tingendo i soffitti d’oro.



