41 bombardieri russi colpiti dall’Ucraina: timori per la reazione di Putin

domenica, 1 Giugno 2025
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L’Ucraina ha sferrato la più grande – e grave – offensiva simultanea contro l’areonautica militare russa dall’origine del conflitto. Una serie di attacchi messi in atto da droni ucraini hanno distrutto o danneggiato 41 bombardieri strategici di Mosca in territorio russo.

Si tratta un’operazione “su larga scala”, denominata “Pavutyna” (ragnatela). L’offensiva é stata condotta dal Servizio di sicurezza ucraino (Sbu): questo avrebbe progettato l’attacco da oltre un anno e mezzo. E, secondo quanto riportato da alcune fonti dei servizi, il presidente ucraino Zelensky avrebbe supervisionato personalmente l’operazione. L’Ucraina avrebbe inflitto oltre due miliardi di dollari di danni all’aeronautica militare di Mosca.

Questo accade alla vigilia dei negoziati di pace tra Russia e Ucraina a Istanbul, che oramai potrebbero dirsi vani, nonché falliti ancor prima di cominciare.

Inizialmente, si sono verificati due attentati con esplosivo alle linee ferroviarie civili di Bryansk e Kursk, che hanno provocato il crollo di due ponti e diverse vittime. A questi è seguito l’attacco simultaneo a quattro aeroporti militari russi: Belaya, Diaghilev, Olenya e Ivanovo. Questi sono stati possibili attraverso l’infiltrazione di camion in prossimità degli aeroporti che hanno sprigionato centinaia di droni che hanno colpito i bombardieri russi.

La vertiginosa cifra di bombardieri andati distrutti rappresenta una una riduzione significativa del potenziale nucleare russo, cioè un gravissimo indebolimento della sua capacità di autodifesa. E, secondo la dottrina nucleare russa, anche la distruzione di un singolo bombardiere strategico negli hangar vale come giustificazione per una risposta nucleare.

Secondo alcune fonti, i bombardieri strategici in mani alla Russia andrebbero da 60 a 120. La distruzione di 41 di questi incarna un danno esemplare.

Il Ministero della Difesa russo ha dichiarato: “Il regime di Kiev ha condotto un attacco terroristico con droni FPV contro aeroporti nelle regioni di Murmansk, Irkutsk, Ivanovo, Ryazan e Amur. Gli attacchi nelle regioni di Ivanovo, Ryazan e Amur sono stati respinti”, confermando la maxi-operazione guidata dall’Sbu.

Fino ad ora, il rischio che si sfociasse nel nucleare era minimo. Ma il duro colpo sferrato dall’Ucraina rende difficile prevedere come la Russia possa reagire. O meglio, se possa non farlo. Riuscirà Putin a mantenere i nervi saldi? Uno scontro diretto tra Europa (o Nato) e Russia parrebbe non essere più un miraggio.

Le responsabilità in capo al presidente americano sono altissime: é lui ad avere l’autorità massima circa la difesa e la strategia militare del Paese capofila della NATO. Axios ha rivelato che “l’amministrazione Trump non era a conoscenza dell’attacco”, come riportato sia da un funzionario ucraino che statunitense.

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