Grillo contro Conte atto secondo, il comico: «Mi riprenderò nome e simbolo del movimento»

mercoledì, 4 Giugno 2025
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L’Elevato esautorato sfida l’avvocato. A sei mesi dal video in cui, a bordo di un carro funebre, decretava la morte del M5s, Beppe Grillo (l’esautorato) annuncia solennemente che a breve un’azione legale per riappropriarsi del simbolo e del nome del Movimento 5 Stelle. La notizia, non del tutto inattesa, squassa il mondo già alquanto agitato del movimento riaprendo la dolorosa contesa tra il comico genovese e l’attuale leader del partito, Giuseppe Conte (l’avvocato). Dalla sede nazionale ostentano tranquillità: «Se e quando dovesse esserci questa iniziativa giudiziaria – dicono – leggeremo le carte e i nostri avvocati risponderanno a tono». Le prerogative avanzate sulla base del simbolo vengono giudicate infondate.

Il ruolo di garante all’interno del Movimento è stato eliminato a fine 2024 con la costituente del M5s. «Vedere il simbolo rappresentato da queste persone mi dà un senso di disagio – fu il commento di Grillo all’esito della costituente – il Movimento è stramorto, ma l’humus che c’è dentro no». Fra le scelte contestate dall’elevato – come si è autoproclamò Grillo – c’era anche l’abolizione del limite di due mandati. Una regola che pian piano, il M5s sta cancellando: il colpo più duro lo ha dato la costituente di novembre, con il via libera degli iscritti e tra non molto il processo arriverà a conclusione, con la definizione dei criteri. La norma principe, molto articolata, prevederà che di base i mandati non possano mai essere più di tre.

«Oggi non è più il M5s. Spero che Grillo finalmente si riprenda il simbolo e dia la possibilità a Conte di farsi il suo partito», commentò qualche giorno fa Danilo Toninelli. Parole che, a distanza di due settimane, suonano come una predizione delle mosse imminenti del comico genovese, da sempre oppositore di Conte. Di recente dal suo profilo social è scomparso ogni riferimento al braccio di ferro in atto (la bacheca pullula di informazioni sull’intelligenza artificiale, questioni ambientali ed energetiche), ma evidentemente non ha affatto rinunciato alla sua creatura.

Insomma, dopo il conflitto sulla Costituente, sta per iniziare il secondo round con la battaglia che si sposterà in tribunale. «Chi si azzarda a intralciare il M5s troverà una solida barriera legale, pagherà gli avvocati, anche i nostri, la lite temeraria e pure i danni», ammoniva Conte a fine 2024.

E i suoi sottolineano: «Da quando è partito il nuovo corso non si è registrata nessuna sconfitta giudiziale e su quelle pendenti chi le ha avanzate ha perso ed è stato costretto a pagare spese processuali e danni, indicativo della solidità delle ragioni giudiziarie di Conte e del M5S.

Di diverso parere l’avvocato Lorenzo Borré che ha seguito i dissidenti pentastellati in varie cause: «Tutti ci aspettavamo che Grillo si muovesse a dicembre, quando c’è stata la votazione che aveva eliminato la figura del garante. Ora si saranno ravvivate le ragioni per cui non ritiene di dover continuare a concedere il simbolo al partito di Conte. La Corte di Appello di Genova nel 2021, in un contenzioso che vedeva partecipi tutte e tre le associazioni denominate Movimento 5 stelle (la prima costituita da Grillo e Casaleggio nel 2009; la seconda costituita nel 2012 sempre da Grillo e altri per poter presentare le liste; e la terza formata nel 2017 formata da Luigi Di Maio e Davide Casaleggio), ha affermato che il titolare del nome e del simbolo è Beppe Grillo. Dati questi presupposti, dovrebbe spuntarla Grillo».

«Non è una questione che riguarda più me, io mi occupo di politica – ripete Conte – le questioni giudiziarie le trattano i miei avvocati che sono affidabilissimi e fin qui con me non hanno mai perso una causa». Ma indipendentemente dalla sicurezza di Conte, il tempismo di Grillo è eccezionale considerando che tra qualche settimana bisognerà cominciare a definire strategie e liste per le regionali di novembre e questa agitazione interna al Movimento 5 Stelle, che si sta giocando una partita importante in Campania con un suo candidato alla presidenza, rischia di esser essere assai deleteria.

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