Questa mattina, il comandante delle Guardie della Rivoluzione Hossein Salami è stato ucciso in un blitz israeliano. Lo ha riportato la tv statale iraniana.
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno promesso vendetta in seguito all’assassinio del loro capo, ritenuto uno degli uomini più di rilievo dell’Iran.
L’emittente ha aggiunto che nell’attacco di Israele sono stati uccisi anche “il comandante della base di Khatamolanbia Gholamali Rashid, lo scienziato nucleare Mohammad-Mehdi Tehranchi e l’ex capo dell’Organizzazione per l’energia atomica dell’Iran Fereidoun Abbasi”, nonché ulteriori membri di alto rango dell’esercito iraniano.
Il Capo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, ha dichiarato che gli attacchi non rimarranno impuniti e che Israele “deve aspettarsi una vendetta dura”.
In un comunicato diffuso dalle Guardie della rivoluzione islamica (IRGC) in seguito alla neutralizzazione del loro capo si legge: “Senza dubbio, il maggiore generale Salami è stato uno dei comandanti più illustri della Rivoluzione islamica, presente su tutti i fronti della jihad scientifica, culturale, di sicurezza e militare. In tutti gli ambiti, si è schierato in prima linea con spirito di sincerità, saggezza e devozione alla Guida Suprema, difendendo gli ideali della Rivoluzione e del popolo iraniano“.
La CNN, per far comprendere la portata dell’assassinio di Salami, ha scritto che la sua rimozione equivale a quella di un Capo di Stato Maggiore congiunto degli Stati Uniti.
Nel dettaglio, chi era il Capo dell’IRGC?
Il generale Hossein Salami era a capo di uno dei centri più potenti del paese, la Guardia Nazionale. La sua ascesa al potere risale al 2019.
L’IRGC dispone di un proprio servizio di intelligence, di una propria unità dedicata alle operazioni informatiche, una marina e un’aeronautica. Gli analisti hanno stimato possegga almeno 200.000 soldati.
Salami è entrato a far parte della Guardia Nazionale durante la guerra cruenta svoltasi negli anni ‘80 tra Iran e Iraq.
Per un periodo, è stato anche a capo delle sue forze aeree.
Al momento della nomina come capo della Guardia Nazionale, era vicecomandante.
La sua elezione è seguita alla decisione di Trump – nel corso del suo primo mandato – di ritirare gli Stati Uniti dall’accordo nucleare internazionale con l’Iran e di ripristinare sanzioni durissime. La nomina è successiva anche all’identificazione della Guardia Nazionale come organizzazione terroristica da parte del presidente americano.
Salami pronunciava quotidianamente discorsi connotati da una retorica parecchio aspra nei confronti di Israele. Nel 2016 ha anche affermato che sussisteva un “terreno fertile per l’annientamento, la distruzione e il crollo del regime sionista”.
A seguito dell’assassinio nel 2020 da parte gli Stati Uniti del capo della Forza Quds della Guardia Nazionale, Qassem Soleimani – causato da un attacco di droni fuori dall’aeroporto di Baghdad – Salami ha avvisato che ci sarebbero state dure conseguenze contro i comandanti americani e israeliani. Ed ecco che cinque giorni dopo, l’Iran ha lanciato missili balistici contro due basi collocate in Iraq che ospitavano truppe americane.
In seguito all’uccisione di Soleimani, Salami ha comunicato agli Stati Uniti e Israele: “Se minacciano i nostri comandanti, nessuno dei loro comandanti troverà un posto sicuro dove vivere”.
É da anni che Israele e Iran conducono una guerra non esplicitamente dichiarata, anche se l’anno scorso si sono verificati diversi attacchi diretti.
Quando uno di questi ha provocato la morte di sette membri della Guardia Nazionale – tra cui due generali iraniani – Salami ha giurato di reagire. Infatti, solo qualche settimana dopo, ha coordinato un’operazione che ha comportato il lancio di più di 300 droni, missili balistici e missili da crociera. Si è trattata di una di vendetta senza precedenti, che ha provocato una guerra regionale in Medio Oriente.
Israele aveva annunciato che il 99% dei missili era stato intercettato, con diversi missili balistici che hanno raggiunto il territorio israeliano, causando danni di lievi a una base aerea.
Nel mese di ottobre, Israele ha colpito l’Iran con una serie di attacchi aerei in risposta agli attacchi missilistici che ha ricevuto da parte dell’Iran.
L’esercito israeliano aveva spiegato di aver preso di mira “gli impianti di produzione missilistica utilizzati per produrre i missili che l’Iran ha lanciato contro lo Stato di Israele nell’ultimo anno”. Israele ha indebolito anche le difese aeree del Paese, il che ha contribuito a spianare la strada verso gli attacchi che si stanno verificati oggi.



