L’escalation con la guerra in Medio Oriente dopo l’apertura del fronte tra Israele e Iran sembra ormai procedere senza sosta, con la consapevolezza che la diplomazia debba lavorare celermente per riportare la stabilità. È questo anche il pensiero del vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani: “L’Europa deve avere un ruolo più forte, deve lavorare non soltanto per i singoli Stati ma insieme, per costruire la pace in Medio Oriente”.
Così il vicepremier sottolinea la necessità di aprire una nuova stagione diplomatica nella regione: “Dopo la pace servirà garantire la stabilità. Deve esserci una nuova stagione con due popoli e due Stati in Israele e Palestina, ed un Iran che non rappresenti una minaccia, che non voglia cancellare Israele”.
Tajani ha poi ribadito la posizione dell’Italia: “Siamo per una de-escalation, come scritto nel documento del G7. Lavoriamo per un accordo e per favorire il dialogo tra Iran e Stati Uniti, anche attraverso la mediazione dell’ONU. L’Italia è pronta ad accogliere nuovi incontri sul proprio territorio”. Ferma anche la posizione sull’arma atomica: “Ribadisco il no dell’Italia all’arma nucleare da parte dell’Iran. Non può averla”. E sul conflitto russo-ucraino, il messaggio al Cremlino e a Trump è diretto: “Putin mediatore in Medio Oriente? Pensi a fare la pace in Ucraina”, ha chiosato bocciando anche lui l’idea del tycoon.
Guerra Medio Oriente, un’altra giornata difficile
Nel frattempo, la situazione tra Israele e Iran si aggrava. Un funzionario della sicurezza iraniana, citato da Al Jazeera, ha dichiarato che “l’Iran è pronto ad avviare una linea di negoziazione solo se le sue linee rosse saranno rispettate e prese in considerazione”. Secondo la fonte, “qualsiasi potenziale intervento statunitense rischierebbe di trascinare l’intera regione in guerra”. Un messaggio chiaro rivolto a Washington.
Intanto da Tel Aviv arrivano segnali preoccupanti. Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha annunciato che le Forze di Difesa israeliane (IDF) colpiranno “obiettivi molto significativi” a Teheran. Parlando dal luogo dell’impatto di un missile balistico iraniano nel centro di Israele, Katz ha dichiarato che “l’aeronautica militare colpirà oggi obiettivi strategici del regime e infrastrutture” nella capitale iraniana. E ha aggiunto: “A Teheran ci sono più di 10 obiettivi nucleari che Israele è sul punto di distruggere grazie alla superiorità aerea dell’aeronautica militare israeliana”.
Una minaccia che rischia di innescare una spirale di reazioni a catena. Mentre l’Italia chiede moderazione e dialogo, la diplomazia internazionale appare sempre più sotto pressione e dal G7 non sembrano essere arrivati passi avanti concreti.



