L’Aiea ha informazioni secondo cui due impianti di produzione di centrifughe in Iran, l’officina Tesa di Karaj e il Centro di Ricerca di Teheran, sono stati colpiti. Entrambi i siti erano precedentemente sottoposti a monitoraggio e verifica da parte dell’Aiea nell’ambito del Jcpoa, (Joint Comprehensive Plan of Action), il Piano d’azione congiunto globale sul nucleare iraniano. Lo scrive l’agenzia Onu su X. «Nel sito di Teheran, è stato colpito un edificio dove venivano prodotti e testati rotori per centrifughe avanzate. A Karaj, sono stati distrutti due edifici dove venivano prodotti diversi componenti per centrifughe».
Tuttavia non solo siti nucleari, ma anche un’università di Teheran è stata presa di mira dagli attacchi di questa notte sull’Iran. Lo riportano i media britannici, precisando che si tratta della Imam Hossein, un ateneo che si ritiene finanziato dal corpo della Guardia Rivoluzionaria Islamica (i cosiddetti pasdaran) alla periferia est della capitale iraniana. Ignoti al momento i possibili danni.
Pronta la replica della Guida suprema iraniana Ali Khamenei: «L’Iran si opporrà fermamente a qualsiasi guerra o pace imposta e non si arrenderà. La nazione iraniana resisterà fermamente a una guerra imposta, così come resisterà fermamente a una pace imposta. Questa nazione non si arrenderà a nessuno di fronte a un’imposizione», riporta l’agenzia Isna. Intanto secondo i media locali Ali Khamenei terrà un discorso televisivo a breve.
Gli fa eco l’ambasciatore iraniano all’Onu a Ginevra il quale ha affermato che Teheran risponderà senza limiti agli attacchi di Israele e anche a quelli degli Stati Uniti se dovessero decidere un loro coinvolgimento diretto. Lo scrive l’israeliano Haaretz, citando la Reuters. L’ambasciatore iraniano alle Nazioni Unite a Ginevra, Ali Bahreini, ha detto che l’Iran risponderà “seriamente e con forza, senza alcuna restrizione” agli attacchi israeliani sul suo territorio”. Se Teheran giungesse alla conclusione che gli Stati Uniti sono coinvolti in questi attacchi – ha aggiunto – inizierebbe a rispondere anche all’aggressione statunitense.
Da parte sua, il presidente Donald Trump non ha ancora deciso se gli Stati Uniti si uniranno a Israele per attaccare i programmi nucleari e militari iraniani, stando alle dichiarazioni di alcuni funzionari della Casa Bianca al Wall Street Journal.
