L’emittente israeliana Ynet ha riportato che i caccia dell’Iaf hanno da poco avviato un attacco contro le infrastrutture militari presenti nel sud-ovest dell’Iran.
Le forze di difesa israeliane hanno inoltre reso noto che, a seguito di un’intensa ondata di attacchi condotta dai caccia israeliani, sono andati distrutti più del 50% dei lanciatori di missili balistici iraniani. Numerosi altri risulterebbero intrappolati nei tunnel colpiti, collocati tra le montagne iraniane.
Stando a quanto riferito dall’esercito, gli iraniani adesso starebbero riscontrando diverse difficoltà a sparare missili programmati dall’Iran occidentale e dunque starebbero proseguendo le loro operazioni da est.
Due potenti raid sono stati lanciati questa notte dall’aeronautica militare sia verso l’Iran occidentale che centrale. A ovest, 15 caccia dell’Idf avrebbero bombardato un enorme tunnel per lo stoccaggio di missili balistici.
Inoltre Israele avrebbe colpito il sito nucleare iraniano di Isfahan. É la seconda volta che accade dall’inizio del conflitto. Questo è quanto reso noto un funzionario militare, precisando che le forze armate hanno preso di mira Isfahan “nelle prime 24 ore dell’operazione ma è stata effettuata una seconda ondata di attacchi lì durante la notte che ha aggravato i danni alla struttura”.
Israele “ha inferto un duro colpo alle capacità produttive di centrifughe dell’Iran”, ha concluso il funzionario anonimo.
Nel frattempo, il bilancio delle vittime continua a crescere. Dall’inizio delle ostilità, almeno 430 persone sarebbero rimaste uccise e 3.500 ferite nei raid israeliani. Lo ha dichiarato il ministero della Salute. Questa mattina, secondo quanto riferito l’agenzia di stampa Tasnim, Israele ha preso di mira un edificio di quattro piani nella zona di Salariyeh. L’offensiva ha comportato la morte di due persone, tra cui un ragazzo di 16 anni. Quattro risulterebbero essere i feriti.
I sistemi di difesa sono stati attivati a est e a ovest di Teheran, oltre che a Karaj, Qom, Tabriz e Isfahan.
La reazione iraniana non si è fatta attendere. L’IRGC – cioè il Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica (Pasdaran) – ha annunciato di aver lanciato missili verso Tel Aviv finalizzati a colpire l’aeroporto Ben Gurion e alcuni centri militari.
Nel comunicato i Pasdaran hanno spiegato di aver avviato la 18esima fase dell’operazione True Promise III, utilizzando numerosi droni suicidi e da combattimento. Tra questi lo Shahed 136, missile di precisione a combustibile solido e liquido.
L’IRGC avrebbe distrutto con successo obiettivi predeterminati presso l’aeroporto Ben Gurion e i centri logistici operativi militari.
Come sostenuto dai Pasdaran, i sistemi di difesa israeliani “non sono riusciti a intercettare i droni iraniani, costringendo gli israeliani a rifugiarsi nei rifugi. I media del regime israeliano hanno riferito che sei missili iraniani su dieci hanno colpito i loro obiettivi durante l’ultima tornata di attacchi”, ha sottolineato l’Irgc.
Nel frattempo la Turchia si è scagliata contro Israele, condannandola duramente. Il ministero degli Esteri turco, Hakan Fidan ha dichiarato: “Israele attacca l’Iran, nostro vicino, spingendo la regione sull’orlo di un disastro totale. Le continue politiche di aggressione e occupazione di Israele dimostrano chiaramente che nella nostra regione esiste un problema israeliano che deve essere affrontato”, ha aggiunto.
Anche il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha rincarato la dose: “Il governo israeliano il più grande ostacolo per la pace”.
Le tensioni crescono a dismisura in Iran. La Guida suprema dell’Iran, l’ayatollah Khamenei, avrebbe designato tre alti funzionari religiosi per succedergli nel caso in cui venisse assassinato.
Il New York Times ha scritto che il leader iraniano, per via del timore di essere ucciso, starebbe comunicando con i suoi comandanti attraverso un “collaboratore di fiducia”.
Il capo della Casa Bianca continua a temporeggiare, ribadendo che “si può ancora negoziare”, lasciando aperta la porta al dialogo con Teheran.
Donald Trump ha poi affermato di concedere all’Iran “al massimo” due settimane per approvare un accordo sul nucleare.
Washington starebbe anche valutando di unirsi agli attacchi di Israele contro Teheran.
Il presidente statunitense ha poi aggiunto in riferimento all’Iran: “Vedremo quanto durerà questo lasso di tempo, ma concederò loro un periodo di tempo. Due settimane al massimo”.
Trump ha poi definito “improbabile” che gli europei possano essere d’aiuto nel porre fine al conflitto.



