“Il mondo brucia da anni, ben prima del ritorno di Donald Trump sulla scena”, spiega Massimiliano Romeo, capogruppo della Lega al Senato, rispondendo ai microfono de Lo Speciale alle polemiche sulle tensioni internazionali che coinvolgono Stati Uniti, Iran e Medio Oriente.
Romeo difende la linea portata avanti dalla premier Giorgia Meloni nelle sue comunicazioni a Camera e Senato: “Non è Trump a generare il caos”, afferma. “La crisi è globale e radicata: dalla guerra in Ucraina al conflitto in Medio Oriente, passando per instabilità diffuse in altre aree. È superficiale cercare un unico colpevole”.
Romeo sul conflitto Israele – Iran e l’ipotesi che gli USA usino le basi italiane
Secondo Romeo, l’intervento americano contro Teheran è stato dettato da un rischio concreto: “Evitare che l’Iran si doti dell’arma atomica. È un obiettivo che l’intera comunità internazionale deve condividere. Ora però serve rilanciare il dialogo, coinvolgendo anche i Paesi arabi, per fermare le ostilità e trovare una via diplomatica”.
Il capogruppo della Lega è netto anche su un eventuale coinvolgimento diretto dell’Italia. “Speriamo non ci sia bisogno di concedere l’uso delle basi militari americane sul nostro territorio. Puntiamo tutto sulla via diplomatica, che deve restare la prima e principale arma da usare. E siamo ottimisti su questo”.
Le polemiche sull’aumento della spesa militare al 5% del PIL non spaventano Romeo, che però pone paletti precisi: “È giusto investire in sicurezza, soprattutto in un’ottica strategica all’interno della NATO, guardando al fronte sud e al Mediterraneo allargato. Ma tutto deve essere proporzionato e sostenibile. Non possiamo permettere che il rafforzamento della difesa avvenga a scapito di scuola, sanità e welfare”.
La posizione della Lega, chiarisce, non è ideologica ma concreta: “Sì alla tutela di infrastrutture critiche, alla difesa dei confini, alla lotta all’immigrazione clandestina. Ma ogni euro speso deve essere ottimizzato. Spendere meglio, non semplicemente di più. Il debito pubblico italiano non ci consente fughe in avanti”.
Il fronte con la Russia
E sulle aperture al dialogo energetico con Mosca avanzate da alcune forze di opposizione, Romeo mantiene il punto: “In questo momento, la priorità è fermare le armi. Parlare ora di scambi commerciali o forniture di gas con la Russia è prematuro. Serve prima far sedere i belligeranti allo stesso tavolo. Solo dopo, eventualmente, si potrà valutare se riaprire canali economici”. In chiusura, uno spiraglio: “Qualche passo in avanti si è visto con il ritorno di Trump. La situazione non è semplice, ma resta questa la via su cui concentrarsi: diplomazia, fermezza e buon senso”. Sia nel conflitto Israele – Iran che Ucraina – Russia i tavoli di mediazione sono oggi più importanti che mai.



