Neanche dopo morto lasciano in pace Silvio Berlusconi. Adesso spunta fuori anche il diavolo. E sì, ci sarebbero state presenze diaboliche durante e dopo le “serate eleganti”, meglio note come serate del Bunga Bunga. È un esito, in fondo, perfettamente coerente con il personaggio: se in vita, del Cavaliere, si occuparono i pm, adesso che è nell’aldilà, può benissimo attirare l’interesse degli esorcisti.
A tirare in ballo il principe delle tenebre è oggi una bella signora, Ania Goledzinowska, che all’epoca del Bunga Bunga faceva la modella ed era la fidanzata di Paolo Enrico Beretta, nipote del Cavaliere: era lei la ragazza bionda del jet set che usciva dalla torta di compleanno dell’allora premier.
L’avvenente ragazza rimase molto turbata dall’esplosione dello scandalo. «Pur non essendo coinvolta nel Bunga Bunga, né come indagata, né come testimone iniziai ad essere terrorizzata dalle intercettazioni»: così la Goledzinowska racconta oggi in una intervista a “La Stampa”. Dopo un po’ – racconta sempre Ania – la ragazza cominciò a sentirsi «soffocare» e scappò via, per rinvolgersi poi a un esorcista. Il seguito del raccontato assomiglia a una delle scene clou del celebre film horror interpretato nel 1973 da Max von Sydow, l’ ”Esorcista”, appunto: «Quando mi impose le mani successe di tutto. Nella stanza c’erano sei persone e non riuscirono a fermarmi. La testa mi si girò di 180 gradi e mi scagliai contro padre Cipriano (il padre esorcista che si occupava di Ania n.d.r.) con una forza sovrumana». Dopodiché «ogni settimana andavo da lui per le preghiere di liberazione dal maligno».
La Goledzinowska andò anche a Medjugorje e, dopo anni, riuscì a guarire e a recuperare la serenità. Oggi l’ex modella segue un suo percorso religioso.
Benissimo. Ma cosa c’entrano Berlusconi, la villa di Arcore e le serate del Bunga Bunga con la possessione diabolica di Ania? Direttamente niente. Ma, dal racconto dell’ex modella, sembra di capire che tutto deve essere cominciato da lì.
Tutto è possibile, intendiamoci, e non dubitiamo della buona fede della ragazza. Ci chiediamo però come mai questa storia esca solo ora, dopo una quindicina di anni. La risposta sta forse nel fatto che in settembre uscirà un libro della Goledzinowska dal titolo “Faccia a faccia con il demonio. Una storia vera”. L’intervista con la stampa è uscita proprio come anteprima alla pubblicazione del volume. E, visto l’argomento, altri interventi sulla stampa sicuramente arriveranno. Non è escluso che ci scappi pure qualche passaggio in televisione.
Si dice che il diavolo faccia le pentole ma non i coperchi. Però, quando è ricordato a scoppio ritardato, può anche offrire un efficace lancio pubblicitario, soprattutto se associato a un “Cavaliere nero” come Silvio Berlusconi…



