Al telefono dopo un gelo durato tre anni. I due leader di Francia e Russia secondo le ultime indiscrezioni giunte dall’agenzia russa Interfax tramite il Cremlino pare si siano finalmente parlati ieri con una lunga telefonata, la prima negli ultimi tre anni. Un colloquio diretto, definito significativo anche dal Cremlino. Al centro della conversazione i temi più cruciali della situazione internazionale: Iran e ovviamente Ucraina. La telefonata tra i due leader che non avevano contatti dall’inizio dell’invasione russa nel 2022, rappresenta un evidente cambio di passo soprattutto da parte del presidente francese che dopo aver definito a più riprese la Russia una minaccia per la Francia e per l’Europa e dopo avere valutato l’invio di truppe in territorio ucraino e offerto la deterrenza nucleare del suo Paese per proteggere l’Europa da un’ipotetica invasione russa ha alzato diplomaticamente la cornetta del telefono per riattivare i contatti con Vladimir Putin. Che Macron fosse il più guerrafondaio tra i leader europei almeno nelle intenzioni, era chiaro ormai a tutti e nessuno poteva sperare che i due presidenti si parlassero in toni distesi e, secondo ultime indiscrezioni dell’Eliseo, pare che i due abbiano anche concordato di continuare in un dialogo proficuo su più fronti. Informato sui fatti subito dopo dallo stesso Macron anche il leader ucraino Zelensky. Ma veniamo ai contenuti della lunga telefonata durata oltre due ore. Macron ne ha approfittato per ribadire a Putin l’incrollabile sostegno della Francia alla sovranità e all’integrità territoriale dell’Ucraina per poi stabilire al più presto un cessate il fuoco e di avviare negoziati tra Ucraina e Russia per trovare una soluzione solida e duratura al conflitto. Cambio di registro? Ma cosa sta succedendo in realtà? Non dimentichiamo che solo pochi mesi fa più precisamente a marzo, il presidente francese aveva alzato l’asticella della preoccupazione per la minaccia Russa esortando a più riprese l’Ue a difendersi e ad armarsi fino ai denti dalla Russia ricordando che la Francia è una potenza nucleare. Frasi che avevano suscitato una dura reazione di Mosca e dello stesso Putin che era intervenuto paragonando l’azione di Macron ad un ritorno nostalgico ai tempi della campagna di Napoleone dimenticando però com’era finita. Ora le carte sono cambiate, si è parlato a lungo di Medio Oriente e soprattutto gli occhi sono rivolti all’Iran e al nucleare su cui entrambi hanno convenuto di mantenere alto il dialogo diplomatico da più fronti al fine di rispettare il diritto dell’Iran ad un programma nucleare civile.
Macron e Putin: prove di dialogo. Cosa succederà ora?
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