Il South China Morning Post, citando fonti di alto livello, ha riportato qualche giorno fa le dichiarazioni del ministro degli Esteri della Cina Popolare Wang Yi a Kaja Kallas. Una vera e propria doccia fredda: “Pechino non può permettersi la sconfitta della Russia in Ucraina, perché teme che gli Stati Uniti sposteranno tutta la loro attenzione sulla Cina”. Una dichiarazione quella del ministro cinese di una franchezza disarmante, assai poco diplomatica. Tuttavia, il ministro cinese ha nettamente respinto le accuse degli europei, secondo cui la Cina Popolare avrebbe fornito supporto finanziario e logistico-militare alla Russia nella guerra in Ucraina. L’ultima dichiarazione di Wang Yi è stata raggelante per i leader europei: “se la Cina avesse fornito un sostegno del genere alla Russia, il conflitto sarebbe terminato da tempo con la sconfitta delle Forze armate ucraine”. Queste dichiarazioni hanno pesanti ricadute. Innanzitutto è evidente che se l’Occidente vorrà realizzare il governo unico mondiale, dovrà sconfiggere l’intero potentissimo quadrilatero euroasiatico, cioè Russia, Cina, Iran e Corea del Nord, con le prime due che sono superpotenze di primo ordine. A questo punto si impone una banale riflessione. E’ vero che la Cina Popolare non ha fornito supporto finanziario e militare alla Russia, perché questo avrebbe provocato la rottura totale dei rapporti con gli Usa, cosa che la Cina ha cercato di evitare in tutti i modi. Con la conseguenza che la sola Russia ha tenuto a bada in Ucraina l’intera Alleanza Atlantica e l’ha costretta a prosciugare le sue riserve di armamenti, mentre le industrie russe producono a tutto spiano aerei, missili, droni, munizioni, etc.. La Cina Popolare non ha sparato fino ad ora un solo proiettile di pistola, per cui mantiene intatto tutto il suo incredibile potenziale bellico! Altro che governo unico mondiale dell’Occidente. Qui si profila un secolo di dominio cinese (Benito Mussolini lo aveva capito tanti anni fa).
Non a caso l’Iran, dopo il recente confronto militare con Israele, ha chiesto aiuto militare alla Cina. Nei pochi giorni di conflitto mediorientale l’Iran ha dimostrato di cavarsela bene con la potenza missilistica, che infatti ha inflitto a Israele danni devastanti. Ma Teheran ha avuto serie lacune quanto alla difesa antiaerea. Così l’Iran ha chiesto alla Cina Popolare una fornitura di caccia J-10C. Si profila dunque a breve uno scontro tra i caccia cinesi multiruolo J-10C e i caccia israeliani di fabbricazione statunitense F35. La Cina popolare entra dunque prepotentemente nello scenario internazionale con l’atteggiamento di sicurezza di chi ha la forza dalla sua e non solo militare, ma anche economica e finanziaria. Per i leader occidentali si aprono scenari da incubo. Il quadrilatero euroasiatico fa sempre più paura.


