A margine di un evento alla Camera dei deputati, durante un incontro informale con i cronisti tra cui Lo Speciale il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha fatto il punto sulle tensioni in Medio Oriente dopo l’incontro tra Trump e Netanyahu e sulla questione dei dazi imposti dagli Stati Uniti. Le sue dichiarazioni hanno toccato i temi più delicati del contesto internazionale, con particolare attenzione alla posizione italiana nel quadro europeo.
Trump – Netanyahu, le parole di Tajani sulla Palestina
Sollecitato sulla proposta del premier israeliano Benjamin Netanyahu di candidare Donald Trump al Premio Nobel per la Pace, Tajani ha scelto la cautela istituzionale: “È una proposta che valuterà il Comitato per il Nobel. Tutti quelli che lavorano per la pace devono essere sostenuti. Noi, come governo italiano, appoggiamo gli sforzi degli Stati Uniti sia per la pace in Medio Oriente sia per una tregua in Ucraina”.
Tajani ha poi riconosciuto che l’ex presidente americano sta cercando di favorire una de-escalation nei principali scenari di guerra: “Mi pare che Trump stia lavorando per un cessate il fuoco. Il progetto americano è anche quello di riaprire un dialogo sul nucleare con l’Iran. Tutto ciò che porta alla pace deve essere sostenuto, ed è per questo che l’Italia continua a dialogare con tutti”.
Parole nette, invece, sulla controversa proposta – tornata a circolare dopo un vertice a Washington – di trasferire la popolazione palestinese dalla Striscia di Gaza verso Paesi arabi confinanti: “È una proposta che è già stata più volte rifiutata dalla comunità internazionale. Eppure si insiste. I Paesi arabi, mi pare, non sono favorevoli, perché è difficile accogliere chi non è ben accetto. E bisogna anche capire se i palestinesi vogliano davvero andarsene: io credo di no”.
Il ministro degli Esteri ha ribadito la posizione del governo italiano: “La soluzione resta quella di dare uno Stato al popolo palestinese che conviva con Israele. Due popoli, due Stati. Questo è l’unico scenario realistico. Serve però una fase di transizione che porti alla riunificazione della Palestina, oggi divisa tra Hamas e Cisgiordania”.
La questione Dazi tiene alta la tensione
Sui dazi americani contro prodotti europei Tajani ha chiarito i limiti delle competenze parlamentari nazionali: “I dazi sono una materia di esclusiva competenza dell’Unione Europea. Capisco la volontà di discuterne anche in Aula, ma dobbiamo essere chiari: il Parlamento italiano, in questo momento, non è l’attore competente. Il governo, invece, è già impegnato in interlocuzioni dirette con la Commissione europea affinché si tutelino le nostre imprese e le nostre esportazioni”.
E ha aggiunto: “Possiamo fare tutti i documenti, le risoluzioni, le mozioni che vogliamo, ma alla fine lasciano il tempo che trovano. Noi stiamo lavorando con Bruxelles affinché la trattativa con Washington tenga conto anche dell’interesse italiano”.
Una presa di posizione netta, quella del ministro, che rivendica la via diplomatica e la cornice europea come strumenti fondamentali per tutelare i produttori italiani senza alimentare scontri di bandiera come invece fa l’opposizione chiedendo di riferire in aula e accusando il governo Meloni di non agire.
Tra l’altro è arrivata anche un’ennesima stilettata alla LEGA sulla mozione di sfiducia contro Ursula Von Der Leyen presentata al Parlamento Europeo:
Antonio Tajani ha chiarito la posizione del suo partito rispetto alle tensioni interne alla maggioranza sulla mozione di sfiducia a Ursula von der Leyen e sottoscritta dagli alleati di maggioranza: “La Lega fa le sue scelte, noi siamo una forza europeista. Se il governo italiano fosse contro l’Europa, io non esiterei un attimo a lasciarlo. Fortunatamente, la presidente Meloni è una convinta sostenitrice dell’Unione e ha ottimi rapporti a livello comunitario”. Una visione europeista forte anche nelle parole di fiducia sulla trattativa per i dazi portata avanti dalla commissione.



