Due studenti in due città diverse hanno scelto il silenzio in segno di protesta per il loro esame orale di maturità 2025, provocando una immediata e dura reazione del Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. Gianmaria Favaretto a Padova e Maddalena Bianchi a Belluno hanno deciso di presentarsi all’orale senza proferire parola, spiegando di voler contestare un sistema scolastico considerato troppo competitivo, poco attento alla crescita personale e incapace di valorizzare la soggettività.
Il gesto ha spaccato l’opinione pubblica: c’è chi parla di coraggio, chi di calcolo, chi ancora di provocazione inutile. I dirigenti scolastici invitano alla prudenza nel romanticizzare queste azioni, e molti docenti chiedono regole più chiare per evitare che il rito di passaggio della maturità venga svuotato del suo significato. Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha preso una posizione netta e l’ha ribadita con forza ai microfoni de Lo Speciale a margine del suo intervento all’Ukraine Recovery Conference a Roma.
Esame Maturità, il video con l’intervista a Valditara
Interpellato sulla questione, ha spiegato che il governo è già al lavoro su una riforma complessiva della maturità, che non si limiti alla valutazione numerica ma “valorizzi la maturazione complessiva del giovane: l’acquisizione di autonomia, di responsabilità, la crescita a 360 gradi della persona”. Ma proprio per questo – ha aggiunto Valditara – non sono accettabili forme di boicottaggio: “Sono atteggiamenti incompatibili con un percorso di maturazione. In un sistema scolastico che deve partire dal rispetto delle regole, non si possono ammettere azioni che contestano l’istituto stesso della maturità. Il rispetto è fondamentale: rispetto delle regole, del lavoro dei docenti e dell’impegno degli altri studenti”.
Il ministro ha poi chiarito che esistono molti modi legittimi per esprimere il proprio dissenso: “Lettere aperte, manifestazioni, interventi pubblici. Tutto è lecito, tranne violare le regole. Perché uno Stato, uno Stato democratico e civile, si fonda proprio sulle regole”. Incalzato sulle possibili contestazioni da parte delle famiglie e su eventuali ricorsi legali, Valditara preferito allontanarsi dai microfoni con un rapido: “Sapete gia tutto”.
Intanto, la protesta di questi ragazzi sembra aver acceso un riflettore su un tema più ampio: da una parte sulla ritualità di un esame di maturità che deve vincere la sfida di essere al passo dei tempi stimolando i giovani, ma anche la superficialità come questi ultimi si approcciano ad un momento che rischia di svuotare di significato. Valditara ha scelto la linea dura, lo ha fatto reagendo immediatamente alla polemica utilizzando uno schema spesso rivisto nel corso di questo suo ministero di gestione dell’istituzione scolastica. Ora bisognerà attendere per vedere se darà i frutti sperati.



