Medioriente bollente, bimbi uccisi in fila ai rifornimenti d’acqua. Pace lontana

lunedì, 14 Luglio 2025
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A Gaza è l’inferno. Una strage infinita, le ultime immagini dei circuiti internazionali parlano chiaro e non hanno più bisogno di commenti: stavolta le vittime sono bambini uccisi mentre andavano nei centri di rifornimento di acqua e cibo. Bersaglio mobile di una faida che imperversa nei territori da sempre e che si è riaccesa dall’ottobre del 2023 senza sosta alcuna. Un incubo che non cessa e che viene condannato da tutte le organizzazioni umanitarie mondiali e che né i tavoli diplomatici nè la comunità internazionale hanno il potere di far cessare nonostante le mobilitazioni mondiali e il grido di allarme unanime. Cosa c’è dietro a tutto questo? Che la scure implacabile di un odio primordiale e viscerale tra Israele e la Palestina non si plachi è chiaro e che sterminare Hamas porti l’amministrazione Nethanyau a colpire obbiettivi sensibili come stavolta. In genere le famiglie di Gaza mandano i ragazzi giovani a prendere l’acqua. È un compito semplice. Gli impianti privati di distribuzione sono abbastanza diffusi. Spesso non devono neppure allontanarsi troppo dagli accampamenti di sfollati. Ma ormai non c’è sicurezza in nessun luogo. Le bombe israeliane colpiscono ovunque, anche i bambini. Gli ordigni stavolta sono caduti su uno dei centri di distribuzione dell’acqua della Afaq, un’organizzazione del posto. I medici locali, ripresi da fonti Onu, denunciano almeno 10 morti, tra cui 6 bambini e una bambina, tutti di età compresa tra i 10 e 15 anni. I feriti ammontano a una ventina. La stampa israeliana riporta che ormai il 95% delle risorse idriche nella Striscia non sono più potabili e molti impianti di desalinizzazione hanno problemi di funzionamento per la carenza di carburante. In una rara ammissione di responsabilità per le vittime civili nella Striscia, i portavoce militari israeliani spiegano che il missile caduto a Nuseirat era destinato a colpire un militante della Jihad islamica. Durante il week end ennesime stragi e altre sono cadute tra la folla di profughi. Il bollettino delle vittime sale e nel week end dopo gli attacchi il ministero della Sanità locale controllato da Hamas rendeva noto che i morti delle ultime 24 ore erano circa 140 e sarebbero oltre 58.000 dall’inizio della guerra lanciata da Israele contro Hamas. E mentre i negoziati di pace stentano a decollare, Trump si augura che nel giro di una settimana si possa festeggiare il cessate il fuoco, Nethanyau in alcuni incontri a porte chiuse, ha presentato il piano di Israele di separare la popolazione civile di Gaza da Hamas e trattenerla nel sud della striscia quale rifugio umanitario per consentire al conflitto di continuare imperterrito dopo la tregua temporanea.

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