“Non abbasseremo mai la testa e non ci piegheremo mai contro il volere di interrompere la vita”. È il grido unanime che l’associazione Pro Vita & Famiglia ha espresso oggi durante il punto stampa organizzato all’Hotel Nazionale di Montecitorio. Un testo quello sul suicidio assistito proposto dalla stessa maggioranza di centrodestra, che preoccupa profondamente fanno sapere gli organizzatori della giornata. Una legge che, come dichiara il Presidente di Pro Vita & Famiglia, Antonio Brandi, crea una procedura statale per le richieste di suicidio assistito, col pretesto illusorio di mettere dei paletti all’interventismo della magistratura. Ma ogni legge, sottolineano dal Comitato Pro Vita, ha un impatto culturale e ciò che diventa legale sembra giusto, persino auspicabile. Nel dettaglio ecco qual è il nodo della discordia. Nel programma elettorale del centrodestra non c’era nessuna proposta del genere, si tratta di un vero e proprio tradimento che cede alla propaganda radicale e ai continui ricatti della magistratura al Parlamento. Sotto accusa da parte dell’associazione, in particolare, l’idea di istituire un Comitato Nazionale governativo incaricato di valutare le richieste di suicidio assistito e la fake news secondo cui il Parlamento sarebbe “obbligato” a legiferare. Il Parlamento, secondo quanto ha spiegato il magistrato della Corte di Cassazione Giacomo Rocchi, intervenuto al tavolo organizzato all’hotel Nazionale, non ha nessun obbligo di approvare una legge che attui una sentenza della Corte Costituzionale: ciò è del tutto pacifico. La sentenza n. 242 del 2019 non ha creato un vuoto normativo ed è stata direttamente applicata in varie parti d’Italia. Una legge che secondo il magistrato avrebbe l’effetto di aumentare i casi di suicidio assistito e di consolidare nella coscienza sociale il riconoscimento di un presunto diritto di morire. Questo riconoscimento in sintesi secondo l’associazione mette in pericolo le persone fragili e vulnerabili, gli anziani, i disabili e i malati: per loro la morte anticipata rischia di diventare la soluzione, più rapida, indolore e addirittura economica. Ma oggi è emerso che la nostra società ha bisogno di altro: riconoscimento del valore di ogni vita, solidarietà, aiuto, vicinanza, impegno collettivo verso tutti i componenti. Presente al tavolo per dare voce a chi soffre e chiedere di vivere è stato Emanuel Cosmin Stoica, influencer, scrittore e attivista per i diritti dei disabili che ha sottolineato più volte l’urgenza di approvare una legge sul suicidio assistito come atto di civiltà non chiedendo compassione ma responsabilità affinché la vita torni ad essere un diritto non un’opzione da rifiutare. Pro Vita & Famiglia ha lanciato anche una campagna nazionale con affissioni pubbliche in diverse città. L’immagine raffigura un Parlamento popolato da figure incappucciate con la falce in mano a simboleggiare la morte accompagnata dallo slogan: «Siete stati eletti per aiutarci a vivere, non per farci morire».
Di seguito il video dell’intervista ad Antonio Brandi:



