Mestre, 39enne muore a causa di un pugno per difendere il figlio: la dinamica

giovedì, 17 Luglio 2025
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Tragedia a Mestre. Vladimir Radu, 39enne moldavo, é morto in seguito a un’emorragia subaracnoidea diffusa, provocata da un pungo in faccia. Il tutto sarebbe scaturito da una violenta lite. Il responsabile é un 24enne, arrestato con l’accusa di omicidio preterintenzionale.

La vicenda si é consumata nel parcheggio della discoteca Area city nel Veneziano, giorno 21 giugno. Alcuni testimoni hanno raccontato che il figlio della vittima avrebbe iniziato a stuzzicare il 24enne facendo alcune battute, probabilmente di cattivo gusto.
Il ragazzo, infastidito, avrebbe iniziato a prendersela con il giovane 14enne. A quel punto, sarebbe intervenuto il padre del ragazzo nel tentativo di difendere il figlio e placare gli animi, spiegando al 24enne che si trattasse solo di offese provenienti da un ragazzino.
Purtroppo, a nulla é servita la mediazione del padre e la situazione é ben presto degenerata.
Il giovane, anch’esso moldavo, ha sferrato un destro sul volto dell’uomo che, cadendo a terra, ha sbattuto la testa.
L’indagato, interrogato mercoledì nell’udienza di convalida dinanzi al gip Claudia Maria Ardita, affiancato dal suo legale Pascale De Falco, non ha negato l’accaduto, aggiungendo però che sarebbe stata una presa al collo a scatenare la sua reazione violenta.
Inizialmente, l’indagato M.S., avrebbe soccorso la vittima praticando la respirazione nel tentativo di rianimarlo. Ma Vladimir era già privo di sensi. Gli amici presenti hanno spiegato: “L’abbiamo visto barcollare, cadere di faccia senza dare più segni di vita”.
I soccorsi sono giunti sul posto poco dopo, seguiti dalla polizia locale. Radu è stato ricoverato in condizioni gravissime presso l’ospedale dell’Angelo di Mestre, dove è deceduto due giorni dopo, il 23 giugno, per via della massiccia emorragia.
Nel frattempo, però, del 24enne si erano perse le tracce. Dalle indagini é poi emerso che, in seguito ad alcune telefonate fatte alla madre, il ragazzo aveva deciso di lasciare il Paese. Evidentemente, aveva inteso la gravità di ciò che aveva fatto. Le videocamere lo hanno ripreso mentre attraversava il confine con la Slovenia la stessa notte dell’aggressione.
Per la procura, si trattava di un chiaro tentativo di fuga. Ma il 10 luglio, il colpevole è stato rintracciato all’aeroporto Marco Polo di Venezia. Il gip ha concordato: “L’indagato non si è semplicemente allontanato dal luogo in cui si è verificato l’alterco con esiti mortali ma è rimasto irreperibile e il suo ritrovamento è avvenuto a seguito di attività di indagine e non certo per spontanea presentazione”.
É stato disposto il divieto di uscire con la previsione di un coprifuoco notturno dalle ore 20:00 e le 7:00 del mattino, per scongiurare la possibilità che il ragazzo potesse imbattersi in situazioni simili. Il giudice, nell’emettere tale misura, ha preso in considerazione anche il fatto che l’aggressore aveva tentato di soccorrere la vittima. L’accusa formulata é quella di omicidio preterintenzionale. Evidentemente lo scopo del 24enne non era di uccidere Radu piuttosto il colpo, come riportato dalla procura nell’imputazione, “ha cagionato la caduta a terra e lesioni personali gravissime da cui derivava dopo due giorni il decesso”.

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