Sale il bilancio delle vittime per l’ennesimo attacco di droni russo stanotte su Kiev, i feriti sono 52, dei quali 30 ricoverati in ospedale ma il numero è destinato purtroppo a salire. Tra le vittime accertate anche un bambino di soli sei anni e sua madre. Il presidente ucraino Zelenskyy ha condannato a caldo l’attacco sui social: “Preso di mira un edificio residenziale le persone sono sotto le macerie. Terroristi russi”. E mentre ieri la Russia ha usato parole dure anche con l’Italia accusando il presidente Mattarella di russofobia, la violenza non da pace ai territori già martoriati e sotto scacco russo. All’indomani delle parole dure del ministero degli esteri russo che ha reso pubblica una lista di dichiarazioni di leader di vari Paesi occidentali, tra le quali una del Presidente italiano lo scorso febbraio a Marsiglia, presentate come odio russofobo, arrivano la solidarietà bipartisan al capo dello Stato, a partire dal presidente del consiglio Meloni, che denuncia la provocazione come inaccettabile. La Farnesina ha convocato l’ambasciatore russo che si dice stupito della dura reazione italiana. E durante il tradizionale incontro con i giornalisti al Quirinale il Capo dello Stato Mattarella afferma che: “La postura aggressiva della Russia ha cancellato l’equilibrio che garantisce la pace mentre l’invasione dell’Ucraina rappresenta un macigno sulle prospettive dell’Europa. Parole dure, scontri senza fine e stanotte l’ennesimo raid su Kiev e su una zona residenziale una sintesi che non fa prospettare nulla di positivo sullo scacchiere geopolitico. Il bilancio degli attacchi russi vede coinvolte le regioni di Kiev, Sumy, Poltava, Mykolaiv e Dnipropetrovsk. Il ministro degli esteri ucraino invita i paesi alleati a costringere Mosca alla pace, a sedersi a un vero tavolo dei negoziati perche’ ci sono tutti gli strumenti per farlo. Lo stesso ministro Andrii Sybiha, ha lanciato oggi un appello agli Stati Untiti affinché esercitino la massima pressione su Mosca: “Trump è stato molto generoso e paziente con Putin, cercando di trovare una soluzione è ora di esercitare la massima pressione su Mosca”. E mentre i negoziati vanno e si spera per un cessate il fuoco, il Donbass e il relativo bacino minerario sono le mire di Putin e della Russia ormai da un anno a questa parte.



