“È sempre il momento giusto per fare opere di questo genere, e se c’è un Nobel per i bambini, ben venga. È una buona idea”, spiega Al Bano testimonial entusiasta dell’iniziativa di un Nobel per la Pace ai bambini di Gaza presentata alla Camera dei Deputati dall’associazione “L’Isola che non c’è” e con il supporto della Regione Puglia presente con il presidente Michele Emiliano. Il popolare cantautore si è concesso per un’intervista a tutto tondo ai microfoni dei cronisti tra cui Lo Speciale.
Gaza, l’intervista ad Al Bano alla Camera
Al Bano non ha dubbi su dove stia il cuore: “Come si fa a non essere vicini ai bambini di Gaza? È una tragedia quotidiana. Non si può restare indifferenti di fronte a tanta malvagità, a tanto squallore umano. L’essere umano deve essere umano, non disumano” e lancia un’apertura per un possibile impegno futuro: “Quando sarà il momento, se servirà, io ci sarò anche per un concerto per la pace. Pensiamo alla vita di questi bambini che si affacciano al mondo: hanno diritto alla vita, non a fuggire dalle bombe o dalle mitragliatrici. Quelle cose non c’entrano nulla con l’umanità”.
Alla domanda su quale brano del suo repertorio potrebbe rappresentare simbolicamente questa causa, Al Bano cita un pezzo del grande Mikis Theodorakis: “Il ragazzo che sorride”, da lui cantato nel 1968. Poi aggiunge con un sorriso: “Se volete, possiamo dire anche Felicità. Perché no? tornerà anche lì”, le sue parole.
Sul nuovo Pontefice, Papa Leone XIV, Al Bano che ha sempre avuto un rapporto speciale con Papa Francesco per il quale ha cantato più volte in Vaticano si mostra cauto ma fiducioso: “Lasciamolo ‘nascere’ come Papa e poi vedremo. Ma siccome è un agostiniano, sono certo che farà bene. Mi piace molto quella frase di Sant’Agostino: ‘Chi canta prega due volte’. E lui, secondo me, canta e prega quattro volte”.
Poi, parlando dei bambini ucraini e della guerra portata avanti dalla Russia l’artista si lascia andare a un messaggio di pace potente: “Vorrei che la parola ‘guerra’ venisse cancellata dal vocabolario umano. La vita ci è stata data e dobbiamo difenderla con tutte le forze possibili. La guerra è squallore, è decadenza, è un’offesa all’umanità. Anzi, è molto più di uno schiaffo: è un bombardamento contro l’umanità. E da qualunque parte venga, sia ben chiaro”.
Sul tema del riconoscimento della Palestina, Al Bano risponde con franchezza: “La Palestina esiste da millenni. Non vedo perché non si debba dare a questo popolo la possibilità di autogestirsi. Perché sì a un mondo e no a un altro? I diritti devono essere uguali per tutti, sono diritti sacrosanti”.
Dazi e il problema per il vino italiano
Al Bano ha commentato anche sulla notizia dei dazi al 15% sul vino italiano, che toccano anche il suo, prodotto nella tenuta di Cellino San Marco: “Non è una bella notizia. Se aumenta il dazio, deve aumentare anche il prezzo del prodotto, ma più aumenta il prezzo e meno lo comprano. Questo dovrebbe far riflettere. Ma io sono ottimista dentro l’anima e aspetto sempre che arrivi una bella giornata, per tutti”.
Mattarella e la black list
Lasciando la Camera Al Bano si lascia an eh andare sull’inserimento del presidente Mattarella nella black list da parte della Russia, lui che è molto amato in quel paese: “Non entro nella questione e non do giudizio, il presidente Mattarella quando parla lo fa sempre bene e con saggezza sono con lui”. Poi però si esprime anche sul leader del Cremlino: “Ho conosciuto Putin e lo stimavo, ma non ho condiviso l’invasione russa dell’Ucraina e l’ho dimostrato. Io da essere umano dico che della guerra non ne possiamo piu’. Ne abbiamo le palle piene e anche le tombe sono strapiene, abbiamo bisogno di pace. Vogliamo vivere nella pace. La vita ci viene data dai nostri genitori e non ce la puo’ togliere nessuno, in nome di nessun tipo di guerra, accettabile o non accettabile che sia, anche perche’ non c’e’ una guerra accettabile”.



