Guerra Ucraina – Russia, da Trump c’è la svolta: cosa è successo? Countdown per incontro Zelensky – Putin

martedì, 19 Agosto 2025
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Gli sviluppi maturati a Washington durante gli incontri tra il presidente americano Donald Trump, il leader presidente ucraino Volodymyr Zelensky e i principali partner europei hanno dato la svolta che tutto il mondo attendeva con il fiato sospeso per la guerra tra Ucraina e Russia: il presidente ucraino e il leader del Cremlino si incontreranno in un bilaterale, poi un trilaterale anche con Trump. Molto è emerso in un incontro che è andato come doveva andare, senza sorprese con anche l’Italia con Meloni  che ha conquistato un ruolo centrale con le sue proposte e Macron costretto ad incassare mantenendo dubbi sulla sincerità di Putin.

Cosa è successo a Washington? Guerra Ucraina – Russia, i prossimi passi

Il primo grande punto interrogativo è stato risolto. Zelensky ha annunciato che le garanzie di sicurezza per Kiev da parte dell’Occidente saranno formalizzate “entro dieci giorni”, sottolineando l’importanza di un impegno condiviso tra Stati Uniti ed Europa. A questo proposito, secondo quanto riportato dal Financial Times, l’Ucraina avrebbe proposto a Washington un accordo per l’acquisto di armi americane per un valore di 100 miliardi di dollari, in cambio di un sistema di garanzie più solido.

Lo stesso Trump ha sottolineato su questo aspetto su Truth Social, parlando di un “ottimo incontro con illustri ospiti” alla Casa Bianca: Zelensky, Macron, Stubb, Meloni, Starmer, Merz, von der Leyen e Rutte. “Abbiamo discusso delle garanzie di sicurezza per l’Ucraina, che saranno fornite dai vari Paesi europei, con un coordinamento con gli Stati Uniti. Tutti molto contenti della possibilità di pace per la Russia/Ucraina”.

È Giorgia Meloni ha indicare la via come già fatto negli ultimi mesi: “Felice che si stia valutando la proposta italiana di un modello di estensione dell’articolo 5 della Nato anche all’Ucraina”, anche se il Cremlino ci tiene a precisare “No a truppe Nato sul territorio ucraino”. Questo sarà uno dei nodi più intricati da sciogliere nelle prossime settimane, così come quello delle concessioni territoriali.

Altro aspetto dove si è arrivati ad una conclusione è stato stabilire la road map verso la pace: prima un bilaterale tra Zelensky e Putin, entro fine agosto per Trump mentre il cancelliere tedesco Merz parla di “due settimane”, subito dopo un trilaterale definitivo con i due leader e il presidente americano.  Da Mosca, dopo una telefonata avvenuta nella tarda serata di lunedì, è trapelata la disponibilità di Vladimir Putin a incontrare Zelensky. Il consigliere del Cremlino Yuri Ushakov ha confermato che il presidente russo e Trump hanno espresso sostegno al proseguimento dei negoziati diretti, ipotizzando un innalzamento del livello dei rappresentanti ucraini e russi coinvolti.

“Dopo quell’incontro, avremo un trilaterale con i due presidenti e me stesso. Ancora una volta, questo è stato un ottimo passo iniziale per una guerra che dura da quasi quattro anni”, ha sottolineato il presidente americano sempre su Truth, indicando nel vicepresidente JD Vance, nel segretario di Stato Marco Rubio e nell’inviato speciale Steve Witkoff i coordinatori del dossier con Russia e Ucraina. Tante le conferme che la pace non è mai stata così vicina.

Il nodo territori

Sul terreno diplomatico, restano nodi delicati. Interpellato su possibili concessioni territoriali alla Russia, Zelensky ha risposto con fermezza: “È una questione che lasceremo tra me e Putin”. Un tema che potrebbe rappresentare uno dei punti più sensibili dei futuri negoziati visto che il Cremlino vuole l’annessione della Crimea e del Donbass.

Intanto i leader europei e la Casa Bianca spingono per un’accelerazione. Emmanuel Macron ha ribadito che “se Putin non compirà passi avanti verso la pace, sarà necessario intensificare le sanzioni”, pur riconoscendo che Trump resta fiducioso sulla possibilità di raggiungere un’intesa.

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