Bologna, il Comune distribuirà pipe per il crack ai consumatori. L’opposizione: «Denunciamo il sindaco»

giovedì, 28 Agosto 2025
2 minuti di lettura
droga

Il Comune di Bologna distribuirà pipe gratuite per il crack ai consumatori. E, immediatamente, si accende lo scontro politico tra chi sostiene la necessità di mitigare il danno e chi ipotizza una vera e propria istigazione a delinquere. È entrata nel vivo, infatti, la sperimentazione (quanto rischiosa?) promossa un anno e mezzo fa da Palazzo d’Accursio: a distribuire la pipa in alluminio per inalare la droga saranno gli operatori di strada di Asp, ma si potrà richiederla anche in via Carracci, negli spazi di “Fuori binario”.

Contro l’iniziativa (il costo delle 300 pipe acquistate si aggira sui 3500 euro) nata per contrastare l’aumento degli utilizzatori di crack in città), si scaglia Fratelli d’Italia per bocca dell’europarlamentare Stefano Cavedagna: «Denunciamo Lepore e la giunta per incitazione al consumo e allo spaccio di droghe. Distribuire pipe gratis per consumare crack, peraltro impiegando soldi dei bolognesi, è davvero inaccettabile e oltre ogni scelta assennata. Pare una vera e propria istigazione a delinquere».

L’assessora alla Salute, Matilde Madrid spiega le ragioni dell’iniziativa: «La sperimentazione si basa su evidenze scientifiche e abbiamo un solo obiettivo: la salute delle persone. Stiamo intercettando chi ha dipendenze, chi fa vita di strada e abbiamo osservato ricadute positive. La salute è migliorata con l’utilizzo di materiale sterile monouso. Inoltre – prosegue – le persone, avendo aumentato il livello di consapevolezza sulla propria salute, hanno chiesto aiuto per uscirne, abbiamo accompagnato al Sert più persone».

Il ragionamento, tuttavia, non convince l’opposizione. Secondo il senatore di Fratelli d’Italia, Marco Lisei, «la Giunta Lepore ha deciso che con i soldi pubblici dei bolognesi pagherà le pipe del crack per tenere così i tossicodipendenti nella gabbia della droga, una scelta che incentiva l’assunzione di cocaina ed eroina», mentre Galeazzo Bignami, capogruppo FdI alla Camera, sottolinea che «nel giorno in cui il presidente del Consiglio dal palco del Meeting di Rimini pronuncia parole forti e potenti contro la droga, apprendiamo che il Comune di Bologna a guida Pd ha deciso la distribuzione gratuita di pipe in alluminio per consentire l’inalazione di sostanze a base di cocaina».

Intanto l’europarlamentare Anna Cisint e il consigliere comunale Matteo Di Benedetto, entrambi della Lega, presenteremo un esposto in Procura e al prefetto per portare all’attenzione delle autorità preposte questa decisione. «Presenteremo – proseguono – una interrogazione in Comune e una al Parlamento europeo per verificare la compatibilità con la normativa comunitaria».

Il consumo di crack e di sostanze stupefacenti a Bologna è in aumento al punto da assumere dimensioni sociali preoccupanti. Intervistata dal Resto del Carlino, Marialuisa Grech, direttrice dell’Unità operativa complessa Dipendenze patologiche dell’Ausl, spiega la situazione: «Il consumo è in costante crescita. Gli utenti in carico ai Sert sono 518, ma crescono anche i consumatori di cocaina e di alcol, soprattutto nei minori. Quello che possiamo dire del crack è che si fa più fatica a intercettare i consumatori perché è una popolazione che chiede raramente aiuto ai servizi e non riesce a smettere: c’è un consumo continuo. Cerchiamo quali possono essere le strategie di intervento e ci confrontiamo a livello nazionale. Di questi 518, 109 sono donne e 408 sono residenti. L’età media è intorno 40 anni, con il più giovane che ha 16 e il più grande di 66. Alcuni dei consumatori di crack ha già avuto problemi di tossicodipendenza risolti, ma poi ha fatto questa esperienza, che è molto forte, e c’è quella che chiamiamo dipendenza di ritorno».

All’inizio di agosto una vasta operazione dei carabinieri ha riguardato le cosiddette “zone rosse”, tra cui spiccano la Bolognina e il Pilastro, da tempo teatro di episodi legati allo spaccio di droghe pesanti. Le operazioni si inseriscono nel più ampio piano di contrasto al degrado urbano e allo spaccio di sostanze stupefacenti, adottato alle forze dell’ordine in sinergia con la Prefettura, che punta a restituire ai cittadini spazi pubblici più sicuri e vivibili.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.