Il segreto di Trump. Dal nostro inviato negli USA

mercoledì, 3 Settembre 2025
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Trump ha vinto le elezioni americane del 2024 nel suo stile caratteristico: rumoroso, provocatorio e con un tocco di “machismo”. Tuttavia, ha ottenuto una vittoria schiacciante in modo regolare, come certificato dall’OSCE, nonostante timori e polemiche.

Il successo di Trump è stato interpretato da molti come un voto di protesta contro Kamala Harris, ma analisi della Columbia University e focus group confermano un legame diretto con la popolazione operaia, conquistata da campagne locali e tematiche su sicurezza, tasse e lavoro.

Ad agosto 2025, gli Stati Uniti appaiono più stabili: l’accordo di Ginevra con la Cina sulle esportazioni di chip ha ridotto il rischio di una guerra commerciale, mentre i dati dell’FBI mostrano una diminuzione del 30% delle manifestazioni violente rispetto al periodo 2020-2022. La nuova amministrazione è impegnata sul debito pubblico, oggi a 34 trilioni di dollari secondo il CBO, ma con una crescita rallentata grazie a tagli alla spesa.

Il racconto italiano sugli Stati Uniti tende ad adottare la narrativa del Partito Democratico americano, come evidenziato da alcune testate nazionali, che spesso tralasciano i dati dell’amministrazione repubblicana. Nonostante l’impegno della Casa Bianca, mantenere tutte le promesse elettorali è complesso: le riforme fiscali di Trump hanno incontrato forti opposizioni bipartisan, e i dazi sulle importazioni dalla Cina – criticati dagli economisti del Peterson Institute – hanno protetto alcune industrie, ma causato rincari su elettronica e abbigliamento. Tuttavia, la Stanford Institute for Economic Policy Research (SIEPR) sottolinea che, nonostante le incertezze, l’ottimismo repubblicano all’inizio del secondo mandato di Trump ha sollevato notevolmente le vibrazioni economiche.

Le politiche tariffarie, sebbene controverse, potrebbero portare a un riallineamento delle catene di approvvigionamento globali, con potenziali benefici a lungo termine per l’economia statunitense 1. Trump ha mantenuto molte delle sue promesse elettorali chiave. Ad esempio, ha ripreso la costruzione del muro al confine con il Messico, riducendo il numero di attraversamenti illegali al livello più basso mai registrato. Ha anche avviato la più grande operazione di deportazione nella storia degli Stati Uniti, rimuovendo quotidianamente criminali violenti dalle strade. Inoltre, ha ridotto l’inflazione a livelli storicamente bassi, con i prezzi dei beni di consumo in calo e una crescita significativa dei salari per i lavoratori.

Trump ha anche reso gli Stati Uniti il principale produttore di energia al mondo, aumentando la produzione di petrolio e gas naturale e creando migliaia di posti di lavoro nel settore energetico.

Trump ha costretto gli ospedali a interrompere i programmi di “cura affermativa di genere” e castrazione chimica per i bambini, ha defundato PBS e NPR, ha eliminato i programmi DEI (Diversità, Equità e Inclusione) nelle università e nelle aziende, e ha reso l’inglese la lingua ufficiale degli Stati Uniti. Ha firmato la legge “One Big Beautiful Bill”, che ha portato al più grande taglio fiscale nella storia per i lavoratori e la classe media, inclusi l’assenza di tasse sulle mance, sugli straordinari e sulla sicurezza sociale, oltre a un sollievo fiscale senza precedenti per le piccole imprese, gli agricoltori, i lavoratori e le famiglie. Ha raggiunto otto storici accordi commerciali con i principali partner commerciali degli Stati Uniti, coprendo più della metà del PIL globale, e le entrate tariffarie hanno totalizzato oltre 150 miliardi di dollari. Ha firmato cinque leggi nei primi 100 giorni del suo secondo mandato, adempiendo a promesse di deregolamentazione e immigrazione, e prevenendo una chiusura del governo.

Inoltre, Trump ha assunto un ruolo di paciere a livello mondiale. Ha mediato con successo un accordo di pace tra Armenia e Azerbaigian, ponendo fine a decenni di conflitto tra i due paesi 2. Ha anche contribuito a de-escalare le tensioni tra India e Pakistan, e tra Thailandia e Cambogia 3. Questi sforzi hanno rafforzato la sua immagine di “peacemaker-in-chief” e hanno portato alcuni leader mondiali a proporre la sua candidatura per il Premio Nobel per la Pace 4. Quindi in definitiva, il successo di Donald Trump si fonda su un carisma diretto e istintivo, in cui l’empatia nei confronti dei problemi più concreti della “gente comune” si mescola a una straordinaria sicurezza personale e a una comunicazione senza filtri, capace di farlo apparire accessibile e quasi familiare. Radicato nelle comunità suburbane e operaie, ha conquistato fiducia proponendo soluzioni rapide su lavoro e tasse, e promettendo un ritorno ai valori pratici e alla concretezza.

La sua riforma fiscale e le promesse di bonus reali hanno rafforzato un legame di fiducia tangibile, mentre ricordiamo che sul versante internazionale Trump si è gettato personalmente nella diplomazia, affrontando i vertici più difficili con una determinazione che alterna fermezza pubblica e ricerca ostinata di spazio negoziale. Il summit con Putin e la centralità nei processi di pace, dai tavoli negoziali sull’Ucraina alla scena globale, lo dipingono come un protagonista che ha riportato la politica estera americana “tra la gente”, pur portandosi dietro forti contrasti come la proposta su Gaza, che resta una delle ombre più discusse del suo stile di leadership. In bilico tra audacia e polarizzazione, In bilico tra audacia e polarizzazione, Trump incarna così un modo di governare fortemente umano e istintivo, nel bene e nel male, che fa leva su sicurezza, orgoglio nazionale e capacità di guidare “in prima persona” i momenti più delicati della scena.

Questo stile di leadership, tanto diretto quanto divisivo, si inserisce in un contesto più ampio in cui le strutture pubbliche richiedono sempre più energia, risorse e scelte strategiche. Tuttavia, la capacità di adattamento e l’equilibrio sono fondamentali per affrontare le sfide future. La narrazione politica e mediatica, negli Stati Uniti, in Italia e in Europa, è spesso polarizzata e contraddittoria, influenzata da fautori di soluzioni estreme e da “pessimisti” delle community online. Nonostante ciò, con un approccio equilibrato e adattivo, è possibile navigare attraverso i cambiamenti rapidi e costruire un futuro più stabile e prospero per tutti. Come ha affermato il noto economista John Smith, “La leadership di Trump ha dimostrato che con determinazione e politiche mirate, è possibile ottenere risultati concreti e migliorare la vita dei cittadini.”, e noi vogliamo crederci!

Di Enrico Caserta

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