Per Trump Putin era un pazzo poi mediatore poi un pericolo, la giravolta Usa

venerdì, 19 Settembre 2025
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Una riunione fiume quella in terra inglese tra l’inquilino della Casa Bianca e il premier Starmer, vari i fronti di discussione e i temi sul tavolo, primo tra tutti il conflitto ucraino-russo. A prendere per primo la parola è stato il premier britannico, il quale ha sottolineato che l’Europa: “si è fatta avanti, dando vita alla coalizione dei volenterosi sotto la guida del Regno Unito e della Francia, in un momento storico in cui si rischia di arrivare alla terza guerra mondiale. Dello stesso parere anche Donald Trump: “Ho parlato con il presidente Putin molte volte, ma lui non ha mai mai fatto ciò che mi aveva detto, non ha mai neanche rispettato la leadership degli Stati Uniti e mi ha deluso”. Parole dure, frasi che arrivano come pugnali e il tam tam delle agenzie e dei circuiti internazionali va in tilt con la paura di una guerra ormai imminente. La delusione da parte di Trump verso Putin all’origine delle preoccupazioni dei leader mondiali. Il presidente americano ha ribadito con tono fermo le sue posizioni: “Putin sta uccidendo molte persone e ne sta perdendo più di quante ne stia uccidendo, i soldati russi vengono uccisi a un ritmo più alto dei soldati ucraini”. E ha continuato dicendo che il conflitto tra Russia e Ucraina non ci sarebbe mai stato se fosse stato lui a decidere. Passando poi al fronte mediorientale, a margine della conferenza stampa ha ribadito che non intende fare pressioni sul primo ministro israeliano Netanyahu, affinché ponga fine all’azione militare di Israele su Gaza, fino a quando gli ostaggi non saranno liberati. Ha quindi rievocato l’attacco del 7 ottobre del 2023, insistendo sulla brutalità di Hamas accusato di usare gli ostaggi come scudi umani. Rispondendo infine alla domanda di un cronista sul caso Epstein, e in particolare sul presunto coinvolgimento di Lord Mandelson, l’ex ambasciatore britannico a Washington rimosso di recente dall’incarico, il presidente Usa ha tagliato corto: “Non lo conosco”. Tra strette di mano e considerazioni finali in sostanza il vertice britannico ha lasciato da parte di Trump, malgrado i fatti non del tutto incoraggianti sullo scacchiere ucraino-russo, una speranza di risoluzione e di negoziato. Asso nella manica del Tycoon la sollecitazione a interrompere da parte europea tutte le forniture di petrolio russo come chiave di volta per forzare Mosca a negoziare.  Trump si è detto fiducioso di non voler mettere a repentaglio nessuno con il rischio di una terza guerra mondiale tra potenze nucleari, difendendo poi a spada tratta l’ultimo suo vertice estivo con Putin in Alaska dove le aspettative di guerra erano bel lontane e soffiavano invece solo venti di pace.

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