Nel nome del cinema di passione e di ricerca, inquieto e indipendente, spesso poco difeso sul mercato, il Sindacato nazionale critici cinematografici (Sncci) riprende un lavoro iniziato nel decennio settanta, segnalando e promuovendo dal 2012 i film che gli sembrano più belli e significativi.
Lo “Spazio Alfieri” di Firenze, propone una selezione (sette film) dall’ampia rosa, introdotti da un critico del SNCCI Gruppo Toscana.
Si comincia dalla prima italiana di Life Itself. Nel dettaglio tutte le opere presentate, corredate da una breve sinossi:
Life Itself (La vita stessa) di Steve James (2014).
La vita e il lavoro di Roger Ebert, uno dei più famosi critici americani, ispirata ad un suo libro autobiografico. Per il valore della sua opera Ebert, scomparso nell’aprile del 2013, fu premiato con il Pulitzer. Questo appassionato docu-film, che mescola i sogni del cinema e i giorni vissuti, è stato presentato nel 2014 al Sundance Film Festival e a Cannes.
Monsieur Lazhar ( 2011) di Philippe Falardeau, con Mohamed Fellag, Sophie Nélisse e Emilien Néron
Nella triste scuola di Montréal, ancora scossa dal suicidio di un’insegnante, arriva Bachir Lazhar, un silenzioso maestro marocchino. Il lavoro è difficile e il passato nasconde altri segreti. Candidato all’Oscar 2011 per il miglior film straniero.
Zero Dark Thirty (2012) di Kathryn Bigelow, con Jessica Chastain, Jason Clarke e James Gandolfini
Maya, giovane analista della Cia , viene coinvolta nella caccia a Osama bin Laden. Il suo lavoro da segugio durerà 8 anni. Con il suo ardito stile, la Bigelow ricostruisce l’oscuro e drammatico intrigo internazionale.
La vita di Adele ( 2013) di Abdellatif Kechiche, con Léa Seydoux, Adèle Exarchopoulos, Salim Kechiouche
L’appassionata amicizia di due ragazze nella provincia francese (la città di Lille). Una specie di amore da vivere fra contrasti e contraddizioni. Discusso per le ardite scene di passione, controversa Palma d’oro al festival di Cannes.
Nebraska (2013)di Alexander Payne, con Bruce Dern, Bob Odenkirk e Will Forte
Illuso da un falso avviso di vincita, un vecchio testardo comincia una lunga marcia in strade fredde e solitarie. Uno dei figli lo accompagnerà nel viaggio. Payne guarda in un duro bianco e nero l’America estrema e gioca sul volto pietrificato di Bruce Dern.
Ida ( 2013) di Pawel Pawlikowski, con Agata Trzebuchowska, Agata Kulesza e Dawid Ogrodnik
Prima di prendere i voti, la giovane novizia viene mandata nella casa della zia per conoscere meglio il mondo. Dietro l’avventura individuale, tenera e disperata, passa la fosca storia della Polonia moderna. Candidato all’Oscar (miglior film straniero) 2015.
Torneranno i prati di Ermanno Olmi, con Claudio Santamaria, Alessandro Sperduti e Francesco Formichetti
Alla fine della prima guerra mondiale, sull’altopiano di Asiago, i soldati in trincea continuano a morire, in un modo vano e crudele. Partito da un racconto di De Roberto (La paura) Olmi costruisce un canto sul dolore e la speranza degli uomini.
Vittorio Zenardi



