Gentiloni: “Italia cresce meno dell’Europa” Poi sui temi sociali avvisa il PD | Video

mercoledì, 8 Ottobre 2025
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L’ex premier ed ex commissario europeo all’Economia Paolo Gentiloni torna a parlare di crescita, stabilità e politiche sociali, tracciando un quadro realistico ma preoccupato dell’attuale fase europea. Intervenendo al convegno Città nel futuro 2030-2050 al MAXXI di Roma, Gentiloni ha toccato i principali nodi dell’economia continentale, dall’instabilità francese alla stagnazione tedesca, fino al rallentamento italiano. Ma a margine del suo intervento, ha anche invitato la politica a rimettere al centro i temi sociali, a partire dal caro-affitti e dal futuro delle città.

Gentiloni lancia l’allarme per l’Europa su situazione in Francia e avverte l’Italia

“Dal punto di vista dei mercati finanziari dobbiamo tutti augurarci che la situazione francese si stabilizzi, perché se c’è turbolenza in Francia, trema l’Europa”. Con queste parole Gentiloni ha aperto il suo intervento, sottolineando quanto il destino economico dell’Unione sia legato all’equilibrio politico dei suoi principali Paesi membri.

Nonostante le difficoltà del vecchio continente, l’ex commissario si è detto moderatamente ottimista sul futuro prossimo: “L’anno prossimo potremmo vedere un avvicinamento significativo tra Europa e Stati Uniti, con una crescita prevista per entrambi attorno all’1,5%, anche se gli Usa restano leggermente avanti”. Ma i segnali di fragilità non mancano: “In Germania, con un piano di investimenti da mille miliardi in dieci anni, l’economia resta in stagnazione, e la Francia deve ancora fare i conti con i problemi che conosciamo”.

Un’Europa, quindi, che resiste ma fatica. E le tensioni commerciali con Washington non aiutano: “Costano comunque alle nostre imprese circa 8-9 miliardi l’anno”, ha ricordato Gentiloni. Per quanto riguarda l’Italia, il giudizio è realistico: “Condividiamo alcuni aspetti positivi del contesto europeo, come l’occupazione record e la stabilizzazione dell’inflazione, ma cresciamo meno. Alla fine di quest’anno la nostra crescita sarà meno della metà della media europea: lo 0,5% previsto dal governo contro l’1-1,2% dell’Ue”. Dopo la ripresa post-Covid, ha spiegato, “la spinta si è rallentata per diverse ragioni che andranno affrontate”.

Problemi sociali tornino al centro della politica

A margine dell’evento, Gentiloni ha allargato il suo sguardo alla dimensione sociale e politica, invitando i governi europei a non perdere di vista le priorità dei cittadini: “La politica estera è fondamentale in questi tempi, perché parliamo di pace, di guerra, di tensioni commerciali. Però non c’è dubbio che la dimensione e i problemi sociali devono tornare ad essere al centro di tutta la discussione politica, e questo riguarda sia l’Europa che il nostro Paese”, evitando dí rispondere con un sorriso se proprio questa mancanza di sensibilità abbia comportato la doppia sconfitta del PD alle ultime regionali.

Parlando delle città – tema al centro del convegno al MAXXI – come motore di sviluppo, Gentiloni ha poi sottolineato che la loro qualità rappresenta “un grande asset per la competitività internazionale dell’Italia”. Tuttavia, ha avvertito, questo potenziale è minacciato da un’emergenza che pesa soprattutto sulle nuove generazioni: “I costi delle abitazioni in diverse città italiane stanno diventando, soprattutto per i giovani, per gli immigrati e per le coppie che si vogliono sposare, una difficoltà insormontabile. Le città sono una grande occasione”, ma anche un fardello sociale che dobbiamo affrontare con coraggio”.

 

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