Cosa cambia con la nuova Direttiva UE: obblighi, impatti e l’evento a Roma del 13 ottobre

venerdì, 10 Ottobre 2025
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Pay Transparency, la rivoluzione parte dalle imprese

Una scadenza si avvicina rapidamente sul calendario delle imprese europee: entro giugno 2026 gli Stati membri dovranno recepire la Direttiva UE sulla trasparenza salariale, destinata a innescare una vera e propria trasformazione culturale e organizzativa all’interno delle aziende. Una rivoluzione che parte dal principio della parità retributiva ma che va ben oltre l’adempimento normativo: trasparenza, equità, governance e sostenibilità saranno le nuove parole chiave. Un cambiamento che non riguarda solo l’adempimento normativo, ma che impone una vera e propria revisione strutturale dei modelli organizzativi.

La Direttiva sulla Pay Transparency introduce una serie di obblighi finalizzati a ridurre il divario retributivo di genere e promuovere maggiore equità nel mondo del lavoro.

I punti chiave includono:

Divieto di chiedere la RAL (Retribuzione Annua Lorda) pregressa ai candidati in fase di colloquio;
Obbligo di indicare la retribuzione prevista nella job description, prima ancora del colloquio;
Accesso garantito alle informazioni retributive per i dipendenti, con diritto a conoscere i criteri di determinazione dei salari;
Obbligo di rendicontazione sulla parità salariale, in particolare per le aziende con più di 100 dipendenti;
Audit retributivi congiunti in caso di divari superiori al 5% non giustificabili.

“Questa direttiva rappresenta una svolta che non può esaurirsi nell’adempimento formale: è una rivoluzione per le imprese e per chi vi opera, che impone di guardare alla trasparenza retributiva come a un fattore strutturale di competitività e sostenibilità. AIGI stimola il confronto e prepara i manager a guidarlo, non a subirlo, passando da un approccio difensivo a un approccio strategico. Conoscere i dati e governarli per trasformarli in valore organizzativo”, dichiara Giorgio Martellino, Presidente di AIGI, l’Associazione Italiana Giuristi d’Impresa.

“Con AITRA lavoriamo ogni giorno per rafforzare la cultura della trasparenza come leva per l’innovazione e la crescita responsabile. La Direttiva sulla Pay Transparency sfida a ripensare modelli e processi aziendali. Il nostro obiettivo è offrire strumenti di comprensione per accompagnare le imprese in questo percorso”, aggiunge Mauro Annibali, Presidente di AITRA, l’Associazione Italiana Trasparenza e Anticorruzione.

“Nelle aziende la Direttiva porterà una rivoluzione copernicana, un cambio di paradigma, partendo dagli adempimenti normativi, si porrà un cambio di rotta nella gestione della gender equality, cominciando sin dalla fase del reclutamento, con la previsione del divieto assoluto di richiedere la RAl precedente durante i colloqui di lavori ed obbligo di inserire nella job description la RAL precisa offerta per la posizione di lavoro – dichiara Florinda Scicolone Vice Presidente Vicaria Aitra e Responsabile Pari Opportunità Aigi. Obblighi molto significativi che porranno in essere un cambiamento di steccato culturale di practice che sono in essere da tanto tempo, che hanno involontariamente contribuito a non superare un dilagante divario retributivo tra uomini e donne ”conclude Scicolone.

Le imprese dovranno quindi dotarsi di strumenti e competenze per:
monitorare costantemente i gap retributivi;
integrare la trasparenza salariale nei processi HR;
comunicare in modo trasparente e coerente verso l’esterno.

Per guidare le imprese in questo cambiamento, il prossimo 13 ottobre a Roma si terrà il convegno “Direttiva U.E. Pay Transparency: The final countdown”, presso Experience Europe David Sassoli (Piazza Venezia 2), promosso da AIGI – Associazione Italiana Giuristi d’Impresa e AITRA – Associazione Italiana Trasparenza e Anticorruzione, in collaborazione con il Parlamento Europeo – Ufficio in Italia e con il supporto di The Skill e Experience Europe David Sassoli. Un vero e proprio cantiere di lavoro, il primo step di un percorso di accompagnamento rivolto a imprese, professionisti e istituzioni per prepararsi all’attuazione della Direttiva.

di Fabrizio De Feo

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