“Breviario antalgico”, il messaggio degli opposti di Alessandro Camilletti

domenica, 19 Ottobre 2025
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“Prendendo coscienza finimmo nel provvisorio. Un susseguirsi di guasti il trionfo”.

Positivo e negativo, nell’arte poetica di Alessandro Camilletti, non si scontrano ma dialogano.

Nella sua ultima opera, “Breviario antalgico” (edita da PeQuod), accosta spesso termini di significato opposto in un’unica espressione per creare un’immagine nuova e potente dell’umano che forse è in lui (e in tutti noi). A volte c’é anche l’accostamento di elementi visivi contrastanti, come quando dice che tutto “è a buon mercato. Qui, nell’indifferenziato”.

La calma è solo apparente: traspare nella perfezione delle immagini usate, ma è tanto perfetta da nascere falsa per suggerire – au contraire – un senso di estrema inquietudine “perché ogni Primavera prendiamo atto del nostro fallimento”.

Camilletti utilizza il linguaggio poetico per esprimere concetti profondi, senza la pesantezza che avrebbero nella filosofia o nella psicologia, ma consegnando al lettore uno spunto che non finisce mai con un punto.

Disegno di G.R. Manzoni all'interno del libro
Disegno di G.R. Manzoni all’interno del libro

“L’alto e il basso” sono vicini, quasi attaccati, ed ecco che questa gigantesca metafora della potenza della vita, in un istante, diviene dinamica umana, mai uguale a sé stessa, simbolo del moto perpetuo dell’essere e del divenire. Una “postura” che evoca un cambiamento che l’uomo non può fermare, neanche se volesse, ma in cui può lasciarsi trasportare senza certezze, solo con la consapevolezza che cura e guarisce non il passato né il presente ma il futuro.

Possiamo vedere e toccare con la fantasia, grazie alla capacità del poeta, ogni nostro senso interiore ed esteriore in quel “planare dei colombi sulla fontana”. C’é una battaglia nei cieli del proprio abisso, ma non è atroce per un “buon soldato” con un “cimitero alle spalle” che cerca “l’uscita dal tempo” per eternarsi, con “affanno ed eccitazione” insieme.

Uno stile pulito, a cavallo del mondo con il corpo straziato e l’anima giacente nelle altezze. “Dominare il mio doppio, superare le divisioni”: con queste espressioni comuni, esempi di adynaton, il paradosso si fa fedele a se stesso e a nessun altro.

Ed è la vita di chi scrive. E di chiunque ami l’onestà intellettuale quanto la poesia.

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