Manovra, Salvini: “Niente aumento sugli affitti brevi”. È pax con Forza Italia | Video

mercoledì, 22 Ottobre 2025
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Nel giorno delle comunicazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni in Aula, la legge di bilancio torna al centro del dibattito politico. A tenere banco è la questione degli affitti brevi e della cedolare secca, temi che hanno agitato la maggioranza nelle ultime ore.

Manovra, Salvini annuncia la pace sugli affitti brevi

Arrivando al Senato è il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini a chiarire subito la posizione della Lega: “Non ci sarà aumento sugli affitti brevi in manovra”, ha assicurato, mettendo così a tacere le indiscrezioni circolate nei giorni scorsi su una possibile stretta fiscale.

Da Forza Italia, Raffaele Nevi conferma: “Ora non c’è più. Sembra che sia stata modificata dal testo bollinato e inviato a Palazzo Chigi. Ora inizia l’iter, la approfondiremo. Ci sono delle questioni che vanno affrontate e le affronteremo come abbiamo fatto tutti gli anni in sede parlamentare di approvazione”.
Nevi difende anche Fratelli d’Italia dalle accuse di aver inserito improvvisamente l’aumento: “Non lo sapevano, l’hanno dichiarato pubblicamente. Le bozze che girano sono bozze di lavoro, spesso fatte circolare sbagliando. Per fortuna questa fase ce la siamo messa alle spalle. Ora si ragiona sul testo ufficiale, di cui si assume la responsabilità il ministro dell’Economia. Finalmente si discute di una cosa certa”.

Più prudente il capogruppo di Forza Italia al Senato, Maurizio Gasparri, che riconosce il lavoro di mediazione in corso: “Ci saranno settimane di discussione in commissione. Lei ha mai visto una manovra che arriva e resta com’è? No. Alcuni punti, come la cedolare secca, vanno rivisti. L’ultima versione non va bene, bisogna rimanere alla normativa attuale. Ma le linee guida fondamentali le condividiamo: poi i dettagli si migliorano, come ogni anno. È il normale passaggio parlamentare”.

Sulla stessa linea anche Massimiliano Romeo, capogruppo della Lega al Senato, che respinge l’idea di nuove tasse: “A me non risulta che nella manovra ci siano nuove imposte per i cittadini. Anzi, con la conferma del taglio del cuneo fiscale e la riduzione dell’aliquota Irpef per lo scaglione tra 28.000 e 50.000 euro, che si abbassa di due punti, la manovra va nella direzione di ridurre la pressione fiscale. Il tema delle banche è diverso: nel 2024 hanno registrato oltre 40 miliardi di profitti. Un loro contributo in un momento di difficoltà economica sarebbe doveroso, sarebbe ingiustificabile da un punto di vista sociale se non lo facessero”.

Di tutt’altro tenore le parole di Matteo Richetti, leader di Azione, che attacca frontalmente il governo: “Fa il contrario di ciò che ha promesso in campagna elettorale. Diceva: ‘Abolisco la Fornero, tolgo le accise’. Invece la Fornero resta, l’età pensionabile si allunga, e questa manovra sembra quella di Monti. Ha sostenuto Monti, ora sostiene Meloni. Noi voteremo la mozione di oggi perché usa parole chiare su Ucraina e politica estera, ma io avrei voluto farlo con le opposizioni, scrivendo insieme ‘difesa e sostegno militare a Kiev’. Di fronte a un’aggressione russa con vittime innocenti, anche bambini, non si può fare propaganda. Non entro in maggioranza, resto il più grande oppositore di questo governo, ma se ci sono parole giuste le voto, perché io faccio così”.

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