Sale a 65 il bilancio delle vittime sotto fuoco israeliano dopo la decisione arrivata come un fulmine a ciel sereno ieri sera da parte del primo ministro israeliano Nethanyau. E il giorno dopo gli attacchi ancora sanguinosi sulla Striscia in particolar modo nella zona del valico di Rafah dove negli scorsi giorni era stato riaperto l’accesso al traffico di aiuti umanitari e soccorsi, gli Usa sono stati informati. Il primo a rispondere e commentare è il segretario di stato americano Vance che sentenzia: “La pace resiste” e si fa portavoce del pensiero del presidente Trump sempre più convinto che: “Nulla metterà a repentaglio il cessate il fuoco a Gaza, ma ha aggiunto che Israele deve reagire se i suoi soldati vengono uccisi”. Il premier israeliano Netanyahu ha ordinato infatti all’esercito di effettuare raid massicci sulla Striscia accusando Hamas di violazione delle intese. In particolare secondo le ultime notizie arrivate dai circuiti internazionali e secondo l’esercito israeliano, ieri pomeriggio Hamas ha ucciso un soldato israeliano nell’area di Rafah. E a tre settimane dalla forma del cessate il fuoco su Gaza purtroppo la tregua è appesa ad un filo molto sottile che da più parti potrebbe essere messo a repentaglio. E le notizie del primo mattino a seguito degli attacchi di ieri sera non fanno infatti presagire nulla di buono. Fonti mediche negli ospedali della Striscia di Gaza hanno reso noto questa mattina che più di 60 palestinesi, tra cui 24 bambini, sono stati uccisi in una serie di attacchi aerei israeliani in corso contro case e tende di sfollati in varie parti della Striscia. Diverse vittime sono ancora intrappolate sotto le macerie, con notevoli difficoltà per i soccorritori e le ambulanze nel raggiungerle. E Trump direttamente sull’Air Force One in direzione Corea si esprime sugli attacchi israeliani: “Hamas è una piccolissima parte della pace in Medio Oriente. Se dovessimo, elimineremmo Hamas molto facilmente, e sarebbe la sua fine. Preferiremmo di no. Abbiamo stretto un accordo con loro”. Diplomazia, indifferenza, voglia di sostenere una pace che si fa sempre più fittizia? Chi può dirlo. Il Tycoon insiste che nulla scalfirà la pace siglata su Gaza e che oggi siamo davanti ad una seconda fase del processo di pace mostrandosi tuttavia fiducioso nel fatto che la situazione attuale non rappresenta una minaccia per la cessazione delle ostilità.



